Valle d’Aosta, qualità dell’aria 2025: tutto nei limiti tranne l’ozono

Il rapporto Arpa conferma livelli complessivamente conformi per Pm10, Pm2.5 e altri inquinanti, con miglioramento dei metalli pesanti; resta un superamento dell’ozono nella stazione rurale di Donnas mentre la Regione prepara il Piano aria 2025-2031 in vista dei nuovi limiti europei più stringenti entro il 2030

Un quadro complessivamente positivo emerge dal monitoraggio della qualità dell’aria in Valle d’Aosta relativo al 2025, con valori che rientrano nei limiti di legge per la maggior parte degli inquinanti. I dati sono contenuti nel rapporto annuale pubblicato da Arpa Valle d’Aosta.

Valori nei limiti per polveri sottili e altri inquinanti

Le concentrazioni di Pm10 e Pm2.5 risultano entro i parametri previsti dalla normativa in tutte le stazioni di monitoraggio. Analogamente, non si registrano superamenti per biossido di azoto, benzene e benzo(a)pirene.

Sul fronte dei metalli pesanti si evidenzia un miglioramento rispetto all’anno precedente, con una riduzione significativa delle concentrazioni di nichel nelle stazioni di Aosta.

L’eccezione dell’ozono a Donnas

L’unica criticità riguarda l’ozono, con superamenti del valore obiettivo per la protezione della salute nella stazione rurale di Donnas. Il fenomeno è in parte legato al trasporto di inquinanti dalla Pianura Padana, favorito dalle condizioni atmosferiche.

Nonostante ciò, i livelli registrati risultano in diminuzione rispetto agli anni precedenti.

Rete di monitoraggio e fonti emissive

Il sistema di rilevazione si concentra principalmente sull’area di Aosta e sul fondovalle, con centraline attive in diversi punti, tra cui piazza Plouves, via Liconi e Montfleury, oltre alle stazioni di fondo rurale.

Le principali fonti di emissione sono riconducibili al riscaldamento domestico, al traffico e alle attività produttive, con un contributo anche da fenomeni esterni, come il trasporto di polveri sahariane o gli effetti di incendi su larga scala.

Nuovi limiti europei e Piano aria

Il quadro attuale dovrà confrontarsi con i nuovi standard europei previsti entro il 2030, che introducono limiti più restrittivi per gli inquinanti atmosferici.

In questo contesto, la Regione sta definendo il Piano aria 2025-2031, finalizzato a individuare misure per adeguarsi alle nuove soglie e consolidare il miglioramento della qualità dell’aria sul territorio.

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