La raccolta dei piccoli Raee può diventare uno strumento di partecipazione civica e riflessione collettiva sul valore delle risorse contenute nei rifiuti elettronici. È quanto emerge dal progetto Terra Rara, presentato il 12 dicembre 2025 a Palazzo Estense, a Varese, dove è stata inaugurata l’installazione artistica realizzata con i materiali raccolti nel corso di un percorso di cittadinanza attiva promosso dal consorzio Ecolight in collaborazione con il Comune di Varese.
Nel corso delle attività territoriali sono stati intercettati oltre cinque quintali di rifiuti elettronici, tra cui smartphone, caricabatterie, piccoli elettrodomestici e dispositivi non funzionanti. Materiali che, in assenza di iniziative dedicate, restano spesso inutilizzati nelle abitazioni e che, attraverso il progetto, sono stati avviati a una duplice valorizzazione: simbolica, tramite l’arte, e ambientale, attraverso il successivo riciclo.
L’opera è stata realizzata dall’artista Livia Paola Di Chiara, che ha selezionato, pulito e assemblato i materiali per costruire un’installazione temporanea in cui i Raee diventano una rappresentazione visiva del passaggio dalla concentrazione dello scarto alla sua dispersione e trasformazione. L’installazione sarà visitabile dal 13 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 negli spazi al piano terra di Palazzo Estense, prima di essere smontata e avviata al corretto trattamento di recupero.
Il progetto Terra Rara si è sviluppato nell’arco di oltre tre mesi e ha coinvolto l’intera città. Il Comune ha messo a disposizione spazi pubblici come biblioteca, anagrafe e uffici comunali; la Camera di Commercio ha attivato un punto informativo; associazioni sportive, realtà culturali e attività commerciali hanno aderito alla raccolta. Un contributo rilevante è arrivato anche dagli istituti superiori, con attività di sensibilizzazione e workshop che hanno coinvolto studenti e docenti.
Secondo Walter Camarda, presidente del consorzio Ecolight, il progetto ha consentito di rafforzare la consapevolezza sul valore ambientale dei rifiuti elettronici. La raccolta di 512 chilogrammi di piccoli Raee, pari a oltre 1.300 oggetti, rappresenta il risultato di un’azione diffusa che ha permesso di intercettare materiali contenenti componenti strategiche, come le terre rare, riducendone la dispersione e favorendo il rientro nei cicli produttivi.
Anche l’Amministrazione comunale ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa. L’assessora alla Tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese, Nicoletta San Martino, ha evidenziato come i Raee siano tra i rifiuti più complessi da gestire, ma anche tra quelli con il maggiore potenziale di recupero, e come progetti di questo tipo contribuiscano a rafforzare comportamenti corretti e una visione sistemica della gestione dei materiali.
Al progetto ha aderito anche Fondazione Molina, che ha attivato due punti di raccolta interni intercettando circa 32 chilogrammi di apparecchiature elettroniche. Il direttore generale Carlo Nicora ha richiamato l’importanza di considerare i Raee non come semplice rifiuto, ma come insieme di materiali recuperabili e risorse strategiche, sottolineando il valore dell’arte come strumento di sensibilizzazione.
Dal punto di vista artistico, Livia Paola Di Chiara ha descritto l’installazione come un’indagine sul destino dei rifiuti elettronici e sul rapporto tra tecnologia, memoria e responsabilità ambientale. L’opera, concepita per essere temporanea, integra nel proprio ciclo anche la fase finale di smontaggio e recupero, rafforzando il messaggio di economia circolare che caratterizza l’intero progetto.











