Via libera al nuovo Regolamento Ue sulla progettazione e gestione circolare dei veicoli e sulla gestione di quelli fuori uso (ELV).
Lo scorso 25 febbraio, la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) e la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento europeo hanno approvato il testo della norma. Indicativamente, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea è prevista per l’estate.
Il nuovo Regolamento riguarda auto, camion, motocicli, ciclomotori e quad e segna un cambio di paradigma molto significativo: si punta ad una progettazione orientata alla circolarità e non più alla sola gestione del fine vita. Tra i punti chiave della norma:
• Stop all’export di veicoli non idonei alla circolazione dal 2031, per contrastare i flussi illegali (oggi circa 3,5 milioni di veicoli l’anno sfuggono ai circuiti ufficiali).
• Obbligo di progettazione per lo smontaggio e la riparazione, con veicoli riciclabili/riutilizzabili all’85% e recuperabili al 95%.
• Passaporto digitale di circolarità per facilitare le operazioni di trattamento e rimozione sicura dei componenti.
• Quote obbligatorie di plastica riciclata nei nuovi veicoli: 15% entro 6 anni, 25% entro 10 anni (con almeno il 20% da riciclo “closed loop” proveniente da veicoli a fine vita).
• Responsabilità estesa del produttore (EPR) pienamente operativa entro il 2029: le case automobilistiche dovranno finanziare, tramite sistemi individuali o collettivi, il raggiungimento degli obiettivi di riuso, riciclo e recupero negli impianti autorizzati. I contributi saranno modulati anche in base alla progettazione del veicolo.
Previsto inoltre un meccanismo EPR transfrontaliero per garantire che i produttori restino finanziariamente responsabili anche quando i veicoli vengono trattati in un altro Stato membro.
Per gli autodemolitori si apre una fase di forte trasformazione: più tracciabilità, maggiore integrazione con i sistemi dei produttori, possibili nuove opportunità legate al recupero di materie prime seconde e al “closed loop”, ma anche nuovi obblighi documentali e controlli più stringenti sui passaggi di proprietà e sulle esportazioni.











