Il Veneto ha approvato quindici progetti sperimentali di geotermia destinati all’area del Bacino Termale Euganeo, nell’ambito del programma Treasure, finalizzato alla riduzione delle emissioni in atmosfera e delle polveri sottili, nonché al rafforzamento delle politiche regionali di transizione energetica.
I progetti sono stati selezionati con il decreto regionale n. 6 del 13 gennaio 2026 e rappresentano l’esito di un percorso di analisi, monitoraggio e pianificazione avviato negli ultimi anni sul sistema geotermico e idrogeologico del Bacino Euganeo.
Gli interventi prevedono la realizzazione di nuovi pozzi geotermici, il riutilizzo di pozzi esistenti e l’installazione di sonde geotermiche senza prelievo di fluido, con applicazioni destinate al teleriscaldamento, al riscaldamento di edifici pubblici e privati e a utilizzi nel settore agricolo. L’obiettivo è favorire la progressiva sostituzione delle fonti fossili con sistemi energetici rinnovabili a minore impatto ambientale.
Secondo quanto evidenziato dalla Regione, l’impiego della geotermia consente di ridurre in modo significativo le emissioni climalteranti e gli inquinanti atmosferici, in particolare il particolato fine, con ricadute positive sulla salute pubblica, sulla qualità dell’aria e sul raggiungimento degli obiettivi climatici regionali.
La sperimentazione è stata progettata ponendo particolare attenzione alla tutela del giacimento termale e alla salvaguardia dell’uso terapeutico delle acque, elemento centrale per l’identità economica e turistica del territorio. Le attività di monitoraggio ambientale serviranno a verificare che i nuovi utilizzi energetici non producano effetti negativi sulla qualità, sulla disponibilità e sulle caratteristiche delle risorse termali, né sull’attrattività del comparto termale.
Il programma si inserisce nel quadro delineato dalla deliberazione della Giunta regionale n. 784 del 12 luglio 2024, che ha avviato il ripristino del monitoraggio idrogeologico del Bacino Termale Euganeo e la valutazione delle potenzialità energetiche della risorsa, in collaborazione con l’Università di Padova e il BIOCE.
Per sostenere le attività di monitoraggio e sperimentazione, il Veneto ha stanziato 230 mila euro, destinati a progetti di prevalente interesse pubblico legati alla geotermia e alla tutela ambientale.
L’iniziativa si colloca all’interno delle politiche regionali volte a coniugare sviluppo energetico, protezione dell’ambiente e valorizzazione del territorio, mantenendo come priorità la compatibilità tra nuovi utilizzi della risorsa geotermica e la conservazione delle funzioni storiche e terapeutiche del Bacino Euganeo.











