Come sottolinea Biorepack, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo PPWR le bevande in capsula diventeranno ufficialmente imballaggi, con i relativi obblighi in materia di etichettatura, gestione del fine vita e progettazione orientata alla riciclabilità. Anche le capsule monodose del caffè, che in Italia raggiungono la notevolissima cifra di 2,8 miliardi di unità l’anno, entreranno ufficialmente nel perimetro della raccolta differenziata e saranno quindi sottoposte a processi di selezione e riciclo.
Tra le soluzioni oggi disponibili, sottolinea il consorzio degli imballaggi in bioplastica, figurano le capsule compostabili, che dopo l’utilizzo possono essere conferite nella raccolta dell’organico, consentendo il recupero congiunto del contenitore e del caffè residuo in un’unica filiera. Attualmente, circa un quinto delle capsule immesse sul mercato è realizzato in materiale compostabile.
Biorepack sottolinea che il consorzio “può farsi carico del fine vita delle capsule in bioplastica compostabile, esattamente come fa con gli altri manufatti e imballaggi dello stesso materiale, monitorando con precisione i quantitativi immessi sul mercato, verificando i flussi dei rifiuti raccolti e misurare il tasso di riciclo organico di questa tipologia di imballaggi e rafforzando così gli sforzi in chiave circolare dell’intero comparto”.











