Martedì 3 marzo la petizione in difesa del Mercato del Libero Scambio di via Carcano a Torino è approdata in Regione. Lanciata lo scorso 14 dicembre, la petizione che contesta le nuove regole varate dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha aggiunto 4.166 firme, di cui 1.450 cartacee e 2.716 online su Change.org.
Conclusa la verifica delle sottoscrizioni, i promotori dell’iniziativa saranno ascoltati in Commissione regionale per ribadire che chiudere il Barattolo sarebbe un errore, soprattutto se motivato con presunte ragioni di legalità o sicurezza. Si tratta di un comitato spontaneo rappresentato da Luisella Mesiano, studiosa, e Davide Alaimo, professore dello Ied.
Come si è arrivati alla petizione in difesa del Barattolo
“Da molto il Barattolo, conosciuto anche come Suk di Torino, è un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale – si legge nella petizione -. Non è solo un mercato: è un luogo di incontro, un centro sociale che favorisce l’inclusione e crea opportunità lavorative per molte persone, specialmente in un momento in cui l’economia ha bisogno di sostegno. Di fatto, la nostra società produce e produrrà sempre più poveri. Noi sosteniamo il Suk di Torino come luogo fondamentale per l’integrazione e per dare una possibilità di guadagno a chi vuole parteciparvi come espositore, secondo le regole del bando comunale”.
“Una parte della merce messa in vendita – continua il testo – deriva dal riciclo dei nostri rifiuti e permette a chi non ha soldi da investire di trovare qualcosa da rivendere. Al Suk la polizia locale è sempre presente e svolge un servizio di verifica su ciascun operatore. Per questa ragione non ascoltiamo i discorsi generici di chi dice “noi paghiamo le tasse”, “è tutta roba rubata”, “manca il decoro”. Quello che vediamo, a partire dal Balôn smembrato fino alla decisione di chiudere il Barattolo, è solo una volontà politica e sociale di emarginare sempre più poveri ed etnie sgradite”.
Dopo il via libera dello scorso dicembre alla convenzione tra Regione e Città di Torino sul mercato di via Carcano, il Barattolo ha subito un’importante riduzione delle giornate di lavoro annuali: da quasi cento a solo quaranta all’anno. Grazie a una proroga, fino al 28 settembre ViviBalon, l’associazione che gestisce il mercato, potrà continuare le sue attività. Entro giugno, però, il Comune dovrà adeguarsi ai nuovi criteri restrittivi introdotti in Regione: si prospetta l’ennesimo braccio di ferro.
Dopo aver fatto approvare una mozione in difesa del Suk, Andrea Russi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interpellanza in Sala Rossa per sapere se il Comune intenda impugnare le decisioni della Regione, che ha respinto anche la proposta di ViviBalon di dimezzare l’orario di mercato per raddoppiare, di fatto, le quaranta giornate consentite dalla nuova normativa.











