In occasione del Consiglio europeo in corso il 19 e 20 marzo a Bruxelles, attiviste e attivisti di Greenpeace Belgio hanno proiettato sulla sede della Commissione Europea la scritta “Trump Tower”, trasformando simbolicamente l’edificio in uno dei grattacieli del presidente Trump a Manhattan. L’azione, accompagnata dal messaggio “Fermiamo i piani di Trump”, invita i leader europei riuniti oggi a non cedere alle pressioni del governo statunitense. L’azione denuncia infatti la sottomissione dei governi europei, compreso il governo italiano guidato da Giorgia Meloni, alle istanze degli Stati Uniti in materia di energia, ambiente, politiche pubbliche e diritto internazionale.
I 27 leader dei governi UE si incontrano per discutere la posizione europea sugli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, l’aumento dei prezzi dell’energia, la guerra in corso in Ucraina, il prossimo bilancio comunitario e i tentativi di deregolamentazione in ambito di protezione ambientale, sanità e privacy digitale. Su molti di questi temi, il governo Trump e i lobbisti delle aziende statunitensi stanno esercitando pressioni affinché l’Unione Europea indebolisca l’agenda ambientale e le misure di protezione sociale.
«Trump vuole dominare l’Europa e molti leader europei sembrano lasciarglielo fare, ma ciò significa ignorare il diritto internazionale, smantellare le politiche a tutela di salute e ambiente e vincolarci al petrolio e al gas statunitensi solo per compiacere Trump e i suoi alleati miliardari», dichiara Federico Spadini di Greenpeace Italia. «Il governo italiano non è da meno: Giorgia Meloni non perde occasione per allinearsi alle politiche statunitensi, a partire dall’aumento delle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) e dalla volontà di indebolire il Regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR), nonostante gli impatti climatici e ambientali che ricadono sulla collettività».
Per questo motivo, Greenpeace chiede al governo italiano e ai governi dell’UE di opporsi alle pressioni statunitensi, per difendere le tutele ambientali e sanitarie europee e mettere al centro delle politiche pubbliche gli interessi delle persone anziché quelli delle grandi aziende e delle élite economiche.
«Quando i leader europei parlano di “semplificare le regole per la competitività”, intendono in realtà permettere alle corporation di continuare a distruggere le foreste e di usare più sostanze chimiche tossiche per produrre i nostri alimenti, consentire le grandi aziende tecnologiche di invadere la nostra privacy, condannare l’Italia e l’Europa alla dipendenza dai Paesi produttori di gas e petrolio. Puntare sulle energie rinnovabili e sull’agricoltura ecologica ridurrebbe invece la dipendenza dai combustibili fossili e il potere di ricatto dei governi autoritari, salvaguardando non solo il pianeta ma anche le nostre bollette energetiche, sempre più esposte alle turbolenze geopolitiche. Fermare i piani di Trump è un dovere dell’Europa per proteggere le persone e l’ambiente», conclude Spadini.











