A Roma si è svolto un convento su discariche in post gestione: costi, bonifiche e recupero

Il 15 aprile si parlato dal caso Malagrotta ai dati ISPRA su oltre 16 mila procedimenti di bonifica e più di 480 siti orfani, il convegno del Gruppo Dimensione Ambiente analizza criticità ambientali, costi di gestione, innovazione tecnologica e possibili scenari di rigenerazione dei territori tra economia circolare e riqualificazione urbana

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Le discariche in post gestione e i siti orfani continuano a rappresentare una sfida centrale per il sistema ambientale italiano ed europeo, tra costi di gestione, bonifiche e impatti sul territorio. Ma, se affrontati con strumenti adeguati, possono trasformarsi anche in opportunità di recupero e riqualificazione.

È quanto emerso dal convegno “Post gestione delle discariche e siti orfani: da problema ambientale a opportunità di recupero”, promosso dal Gruppo Dimensione Ambiente e svoltosi il 15 aprile 2026 a Roma.

Un tema tra ambiente, economia e governance

Ad aprire il confronto sono stati gli interventi istituzionali, che hanno evidenziato i principali nodi del settore: criticità ambientali, complessità delle procedure amministrative, sostenibilità economica e necessità di innovazione tecnologica.

È stata sottolineata l’importanza di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, ricerca scientifica e operatori privati per affrontare la gestione nel lungo periodo.

I numeri: oltre 16 mila bonifiche in Italia

Il quadro delineato durante il convegno conferma la portata del fenomeno. In Europa si contano circa 60 mila discariche, mentre in Italia il portale MOSAICO di ISPRA registra oltre 16 mila procedimenti di bonifica in corso e più di 480 siti orfani, spesso contaminati o potenzialmente tali.

La gestione di questi siti richiede interventi complessi e duraturi, con attività di monitoraggio e messa in sicurezza che possono protrarsi per almeno 30 anni.

Il caso Malagrotta e le discariche abusive

Tra i temi centrali, il caso di Malagrotta, la grande discarica romana chiusa nel 2013 e ancora oggetto di un procedimento europeo legato alla fase post-operativa.

Affidata nel 2022 al Commissario straordinario per la complessità dell’intervento, Malagrotta si trova oggi nella fase conclusiva delle attività preparatorie, con l’obiettivo di avviare nel 2026 i lavori operativi.

Il confronto ha inoltre evidenziato i risultati della struttura commissariale istituita nel 2017 per la bonifica delle discariche abusive. Gli interventi hanno riguardato 91 siti, consentendo di raggiungere gli obiettivi del PNRR con sei mesi di anticipo e portare all’azzeramento della sanzione europea legata alla procedura di infrazione.

Dal problema alla rigenerazione

Uno dei messaggi chiave emersi riguarda la possibilità di trasformare il risanamento ambientale in un processo di rigenerazione urbana e sociale.

In questa prospettiva è stato citato il caso di Augusta, in Sicilia, dove il recupero di un sito ha portato alla restituzione alla comunità del campo sportivo Fontana, esempio concreto di riutilizzo funzionale degli spazi bonificati.

Tecnologie e nuove prospettive

Sul fronte dell’innovazione, il convegno ha approfondito alcune delle tecnologie oggi disponibili per il recupero dei siti, tra cui il landfill mining, che consente di estrarre e valorizzare materiali dai rifiuti depositati.

Sono state inoltre illustrate soluzioni per il trattamento di flussi complessi e la riduzione dei residui, evidenziando come l’innovazione tecnologica possa aprire nuove prospettive, pur richiedendo valutazioni puntuali su costi, sicurezza e sostenibilità degli interventi.

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