Umbria, nuovo piano rifiuti: meno smaltimento più circolarità e nessun inceneritore

La Regione ha messo a punto un nuovo piano che prevede una riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti e un aumento della raccolta differenziata di 328mila tonnellate. No all'inceneritore. Il 21 aprile è stato presentato il percorso di partecipazione per la nuova legge sull'economia circolare e sull'aggiornamento del piano. L'amministrazione: "La gestione dei rifiuti non deve più essere un problema, ma una risorsa capace di generare valore"

nuovo piano rifiuti Umbria

La Regione Umbria si avvia a compiere un passo decisivo verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei costi per famiglie e imprese attraverso due percorsi paralleli di partecipazione: da un lato il nuovo disegno di legge sull’economia circolare e dall’altro l’aggiornamento del piano rifiuti. L’annuncio arriva dalla presidente della Regione Stefania Proietti e dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca alla presentazione ufficiale dello scorso 21 aprile. L’obiettivo è uscire dalla logica dell’emergenza e giungere a una soluzione strutturale.

Si tratta di un percorso che prevede nel prossimo futuro un nutrito programma di incontri con stakeholder e rightsholder intorno alle linee guida individuate dalla Giunta regionale. “La transizione verso l’economia circolare – spiega De Luca – è una scelta strategica per il futuro della Regione. Riduciamo i costi, tuteliamo la salute pubblica e favoriamo crescita e occupazione, promuovendo una simbiosi tra il sistema produttivo regionale e la disponibilità di materie prime seconde”.

La visione della Regione è chiara: “Vogliamo coniugare sostenibilità ambientale, economica e sociale – aggiunge De Luca -. La gestione dei rifiuti non deve più essere percepita come un problema, ma come una risorsa capace di generare valore, migliorare la qualità dell’ambiente e della vita, nel rispetto del principio europeo del ‘do no significant harm’, ossia senza arrecare ulteriori danni significativi alla salute e all’ambiente”.

La Regione quindi sceglie di non installare alcun inceneritore e di concentrarsi invece sulla progressiva riduzione del conferimento in discarica. Saranno introdotti meccanismi premiali per incentivare comportamenti virtuosi, a partire dalla tariffazione puntuale in cui chi inquina paga. Sono previsti poi risparmi annui per circa 22 milioni di euro dovuti alla riduzione dei costi del conferimento in discarica e maggiori proventi dalla vendita delle materie prime seconde recuperate per 1,5 milioni. È prevista anche l’istituzione di un fondo regionale dedicato alle politiche ambientali e una revisione del sistema tariffario che incentivi i comuni virtuosi.

Gli otto punti del nuovo piano rifiuti dell’Umbria per superare il modello di smaltimento

Il disegno di legge, composto da 53 articoli, mira a superare il vecchio modello di smaltimento, promuovendo un ecosistema industriale regionale fondato sulla circolarità, la simbiosi tra filiere produttive e l’innovazione tecnologica. Tra i punti cardine individuati come obiettivi da raggiungere attraverso l’adozione del Piano regionale spicca l’obiettivo Residual Waste Cap 2030: massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante. Per quanto riguarda la raccolta differenziata è previsto un incremento fino all’80% entro il 2030.

Il piano vede poi il raggiungimento del 65% di riciclo effettivo e una riduzione dello smaltimento in discarica dal 30% al 20% entro il 2030. Come già sottolineato, tra le volontà c’è anche l’introduzione della tariffa puntuale (Payt): un sistema di tariffazione basato sulla tracciabilità dell’utenza per premiare i comuni virtuosi e ridurre l’impatto economico della tassa sui rifiuti. È previsto lo stop all’inceneritore: nessun ampliamento delle discariche e nessun nuovo inceneritore, in linea con il principio ‘nessun danno significativo su ambiente e salute’.

Secondo il testo ci sarà un’innovazione impiantistica con la trasformazione dei vecchi impianti Tmb in strutture automatizzate guidate da intelligenza artificiale e sensori ottici. Sarà anche implementato un nuovo piano per la riduzione e la prevenzione della produzione dei rifiuti: incentivi per la riparazione, riuso e seconda mano, dispenser per l’acqua potabile nelle pubbliche amministrazioni, commercio sfuso, eliminazione dell’usa e getta, contrasto allo spreco alimentare e incentivazione del compostaggio domestico e di comunità.

Il nuovo piano rifiuti dell’Umbria vedrà una riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti, limitando il totale a 410mila tonnellate entro il 2030, e un aumento della raccolta differenziata di 328mila tonnellate. Il percorso di partecipazione prevede sei incontri territoriali aperti a cittadini, amministratori e stakeholder per raccogliere proposte e criticità. Gli incontri già calendarizzati sono a Spoleto (Villa Redenta) il 29 aprile alle 16, a Magione (Officina La Piazzetta) il 5 maggio alle 21, a Orvieto (Sala Digipass) l’8 maggio alle 16, a Marsciano (Sala Capitini) il 12 maggio alle 21, a Terni (Sala Santoloci di Arpa) il 14 maggio alle 21 e a San Giustino (Museo del tabacco) il 15 maggio alle 21.

Umbria terra di innovazione in una dimensione europea

“Nella Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione – commenta Proietti – è giusto ricordare che l’Umbria è una terra di innovazione, una terra che ha dato contributi scientifici di livello internazionale, arrivando anche a esprimere eccellenze premiate con il Nobel. Il piano sull’economia circolare rappresenta un cambio di paradigma, promosso dalla Giunta più ambientalista che l’Umbria abbia mai avuto in base all’esperienza amministrativa e professionale accumulata nel tempo. Anche temi complessi come il Css vengono affrontati non in modo ideologico, ma dentro una visione più ampia di sviluppo: non solo come strumento per ridurre emissioni, ma come leva per innovare il sistema produttivo”.

Secondo Proietti questa visione si colloca in una dimensione europea: “La nostra regione – spiega la presidente dell’Umbria – è infatti stata scelta per redigere il parere ufficiale delle Regioni europee sull’Environmental Implementation Review (Eir) 2025, che sarà presentato ad Assisi il 18 e 19 giugno prossimi. Una due giorni in cui in Umbria si riunirà la Commissione Ambiente, Cambiamenti climatici ed Energia dell’Unione europea”.

L’Umbria ha poi in programma progetti strategici come la rete dell’idrogeno, che rappresenta un’infrastruttura decisiva per il futuro energetico. “Ancora una volta – conclude Proietti – la nostra regione può giocare un ruolo centrale, in un’ottica di Italia Mediana, perché ha il know-how e le dimensioni giuste per farsi battistrada dell’innovazione”.

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