Cernobyl, 40 anni dopo: Legambiente critica il ritorno al nucleare

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Il ricordo del disastro nucleare di Centrale nucleare di Chernobyl torna al centro del dibattito energetico internazionale. Il 26 aprile 2026 ricorre il quarantesimo anniversario dell’esplosione del reattore 4, avvenuta nel 1986, considerata il più grave incidente nucleare della storia.

L’incidente e le conseguenze

L’esplosione avvenne durante un test di sicurezza nella centrale situata in Ucraina, allora parte dell’Unione Sovietica. L’evento provocò una contaminazione radioattiva su larga scala, con effetti sanitari e ambientali che si estendono ancora nel tempo.

Poche settimane dopo l’incidente, il 10 maggio 1986, Legambiente organizzò una manifestazione a Roma che contribuì al percorso che portò al referendum del 1987 sull’uscita dell’Italia dal nucleare.

Scorie e gestione a lungo termine

Il tema dello smaltimento delle scorie resta aperto. L’Italia non dispone ancora di un sito definitivo, mentre a livello internazionale le soluzioni risultano limitate. In Finlandia è stato completato un sito di stoccaggio geologico profondo, destinato a contenere una parte limitata dei rifiuti nucleari ad alta attività.

Sicurezza e contesto geopolitico

La centrale di Chernobyl continua a essere un punto sensibile. Il nuovo sarcofago, denominato New Safe Confinement, realizzato con il contributo di numerosi Paesi e dell’Unione europea, è stato danneggiato nel 2025 durante operazioni militari nella regione.

Eventi recenti, insieme agli attacchi che hanno interessato altri impianti come la centrale di Centrale nucleare di Zaporizhzhia, evidenziano la vulnerabilità delle infrastrutture nucleari in contesti di conflitto. Anche eventi naturali, come nel caso di Disastro di Fukushima, hanno mostrato i rischi associati a tali impianti.

Il dibattito sul nucleare in Italia

Il tema del nucleare è tornato al centro del confronto politico. Nel 2025 il governo italiano ha approvato una legge delega sul cosiddetto “nucleare sostenibile” e ha aderito all’Alleanza nucleare europea promossa dalla Francia.

Secondo le previsioni contenute nel Piano nazionale integrato energia e clima, un eventuale contributo del nucleare al sistema energetico nazionale si collocherebbe oltre il 2035-2040, con tempi di realizzazione che potrebbero risultare più lunghi.

Le posizioni di Legambiente

Per Legambiente Lombardia, il ricordo di Chernobyl rappresenta un elemento centrale nel dibattito energetico. Secondo la presidente Barbara Meggetto, l’esperienza delle popolazioni colpite continua a essere un riferimento per mantenere alta l’attenzione sui rischi legati al nucleare.

Anche Damiano Di Simine sottolinea la necessità di orientare le politiche energetiche verso fonti rinnovabili, riduzione dei consumi ed efficienza energetica, indicati come elementi centrali per la transizione nei prossimi decenni.

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