La realizzazione del primo tratto della Linea 2 della metropolitana di Torino entrerà nella fase operativa nel corso del primo semestre del 2027, mentre la conclusione dei lavori è prevista entro la fine del 2032. È quanto emerso durante una riunione della II Commissione Urbanistica del Comune di Torino, nel corso della quale i rappresentanti di Infra.To hanno illustrato lo stato di avanzamento del progetto.
Un investimento da circa un miliardo di euro
I lavori già appaltati riguardano il collegamento tra Rebaudengo e Porta Nuova e valgono complessivamente circa 1 miliardo di euro.
L’intervento è suddiviso in due lotti. Il primo, dal valore di 373,2 milioni di euro, collegherà Rebaudengo a piazzale Croce Rossa per una lunghezza di circa 2,9 chilometri e comprenderà quattro stazioni. Una parte significativa del tracciato utilizzerà il vecchio trincerone ferroviario esistente.
Il secondo lotto, pari a 630,8 milioni di euro, interesserà il tratto successivo fino a Porta Nuova, lungo circa 4 chilometri, con la realizzazione di altre sei stazioni.
Prevista anche l’estensione verso il Politecnico
La gara d’appalto include inoltre un’opzione per la realizzazione di un terzo segmento della linea, lungo circa 1,8 chilometri, che consentirebbe di proseguire da Porta Nuova fino al Politecnico di Torino, con una fermata intermedia.
La realizzazione di questo ulteriore tratto resta però subordinata al reperimento delle risorse economiche necessarie nei prossimi anni.
Cinque anni e mezzo di lavori
Prima dell’apertura dei cantieri dovranno essere completati il progetto esecutivo e alcune opere preliminari. L’appalto per gli interventi preparatori, definiti “non di sistema”, dovrebbe essere assegnato nell’ottobre 2026.
Una volta avviati i lavori, il cronoprogramma prevede circa cinque anni e mezzo di cantiere per collegare quartieri come Barriera di Milano, Aurora e Vanchiglia, oltre all’area universitaria, con il centro cittadino e la stazione ferroviaria di Porta Nuova.
Scavi a 25 metri di profondità
Per la costruzione delle gallerie verrà utilizzata una TBM (Tunnel Boring Machine), la cosiddetta “talpa” meccanica, che consentirà di ridurre gli impatti in superficie e limitare il volume delle terre da scavo.
Nel tratto che non sfrutterà il trincerone ferroviario esistente, le gallerie saranno realizzate a una profondità media di circa 25 metri, così da superare il fiume Dora e alcuni edifici storici presenti lungo il percorso.
Secondo i tecnici di Infra.To, la macchina scavatrice potrà avanzare tra 12 e 15 metri al giorno, contribuendo al rispetto dei tempi previsti per l’opera.










