Le ceneri pesanti generate dagli inceneritori potrebbero trovare un impiego crescente nelle infrastrutture e nei materiali da costruzione nell’ambito delle future politiche europee sull’economia circolare. È l’allarme lanciato da Zero Waste Europe nel rapporto “A toxic legacy: Bottom ash in Europe’s circular economy”, pubblicato il 21 maggio 2026.
Secondo l’organizzazione, il futuro Circular Economy Act (Cea) dell’Unione europea rischia di favorire l’utilizzo delle cosiddette incinerator bottom ash (Iba), i residui solidi derivanti dall’incenerimento dei rifiuti urbani, senza introdurre adeguate garanzie ambientali e sanitarie.
Oltre 12 milioni di tonnellate di residui ogni anno
Il rapporto evidenzia che gli impianti di incenerimento europei producono ogni anno oltre 12 milioni di tonnellate di ceneri pesanti.
Questi materiali vengono già utilizzati in diversi Paesi europei nella realizzazione di strade, calcestruzzo, blocchi cementizi e altre applicazioni edilizie, all’interno di quadri normativi che, secondo gli autori dello studio, risultano frammentati e spesso insufficienti.
Metalli pesanti, Pfas e microplastiche
Secondo le analisi raccolte nel rapporto, le ceneri da incenerimento possono contenere metalli pesanti, inquinanti organici persistenti (Pop), Pfas, comunemente definiti “inquinanti eterni”, e microplastiche.
Gli autori sostengono che tali sostanze possano essere rilasciate progressivamente nel suolo e nelle acque nel corso del tempo e che gli attuali sistemi di controllo non siano in grado di valutare pienamente i rischi ambientali associati al loro utilizzo nei materiali da costruzione.
Il documento sottolinea inoltre che le tecnologie oggi disponibili non consentirebbero una rimozione completa e affidabile dei contaminanti presenti nelle ceneri.
Le critiche al Circular Economy Act
Il rapporto arriva mentre la Commissione europea sta lavorando al nuovo Circular Economy Act, provvedimento che punta ad aumentare l’utilizzo delle materie prime seconde e a incrementare il tasso di circolarità dei materiali nell’economia europea.
Per Janek Vähk, responsabile delle politiche per l’inquinamento di Zero Waste Europe, esiste una contraddizione tra gli obiettivi della transizione circolare e il crescente utilizzo di residui derivanti dall’incenerimento.
“Stiamo aumentando la capacità di incenerimento, producendo residui pericolosi e cercando poi di reimmetterli nell’economia attraverso i materiali da costruzione”, afferma Vähk nel rapporto.
Secondo l’organizzazione, l’impiego delle ceneri pesanti nelle costruzioni sarebbe favorito soprattutto dagli elevati costi di smaltimento in discarica piuttosto che da reali benefici ambientali.
Le raccomandazioni di Zero Waste Europe
Alla luce delle conclusioni dello studio, Zero Waste Europe invita la Commissione europea ad applicare il principio di precauzione nella gestione dei residui derivanti dagli inceneritori e ad allineare le politiche sull’economia circolare con l’obiettivo europeo di un ambiente privo di sostanze tossiche.
Tra le principali raccomandazioni figurano:
- non incentivare l’utilizzo delle ceneri pesanti nelle costruzioni;
- definire regole armonizzate a livello europeo per classificazione, controlli e monitoraggio dei materiali;
- introdurre norme specifiche per la gestione di Pfas, microplastiche, metalli pesanti e altri contaminanti presenti nei residui dell’incenerimento;
- privilegiare il contenimento sicuro dei materiali rispetto al loro impiego in strade, edifici e infrastrutture;
- evitare politiche che favoriscano l’aumento della capacità di incenerimento dei rifiuti;
- includere integralmente gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets).
La richiesta di oltre 40 organizzazioni
La pubblicazione del rapporto segue una dichiarazione congiunta sottoscritta da oltre 40 organizzazioni, tra cui la stessa Zero Waste Europe, che hanno chiesto alla commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall di adottare un approccio prudenziale nella gestione dei residui prodotti dagli inceneritori all’interno del futuro Circular Economy Act.
Secondo i firmatari, le politiche europee per l’economia circolare dovrebbero evitare la diffusione di sostanze pericolose nell’ambiente costruito e concentrarsi prioritariamente sulla prevenzione dei rifiuti e sulla riduzione dell’incenerimento.










