Il mercato europeo della banda stagnata, l’acciaio utilizzato per la produzione di imballaggi, attraversa una fase caratterizzata da una contrazione della produzione e dei consumi, mentre continuano a crescere le importazioni provenienti da Paesi extraeuropei. È quanto emerso durante il convegno “Steel Packaging Towards the Future“, organizzato da siderweb e Ricrea a Napoli.
Secondo i dati illustrati nel corso dell’incontro, la capacità produttiva europea è rimasta sostanzialmente stabile attorno a 3,7 milioni di tonnellate, ma tra il 2023 e il 2025 la produzione è diminuita di circa il 30% rispetto al triennio precedente. Nello stesso periodo i consumi hanno registrato una riduzione del 20%.
Importazioni record e Italia al primo posto in Europa
Le importazioni di banda stagnata dai Paesi terzi sono aumentate in modo costante dal 2021. Nel 2025 hanno superato le 900 mila tonnellate, raggiungendo il livello più elevato dell’ultimo decennio nonostante l’introduzione di misure di salvaguardia e dazi su alcuni prodotti provenienti dalla Cina.
L’Italia si conferma il principale importatore europeo, con una quota del 48,7% del totale delle importazioni, davanti a Spagna e Belgio. La Cina resta il principale Paese fornitore, seguita da India e Turchia, che negli ultimi anni hanno incrementato significativamente la propria presenza sul mercato europeo.
Secondo l’Ufficio Studi di siderweb, nel primo trimestre del 2026 si iniziano a osservare gli effetti del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), con una riduzione delle importazioni europee di circa il 25% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Consumi italiani ai massimi dell’ultimo decennio
Nel 2025 il consumo apparente di banda stagnata e cromata in Italia ha raggiunto quota 880 mila tonnellate, uno dei risultati migliori degli ultimi dieci anni. Un dato influenzato anche dagli acquisti anticipati effettuati dagli operatori nella seconda metà dello scorso anno, in previsione dell’entrata in vigore delle nuove regole europee legate al CBAM.
Gli analisti segnalano tuttavia che, dopo periodi caratterizzati da forti acquisti e accumulo di scorte, storicamente si registrano fasi successive di riduzione dei consumi. Una dinamica che potrebbe manifestarsi anche nel corso del 2026.
Preoccupazione per la competitività degli scatolifici
Tra i temi affrontati durante il convegno è emersa la crescente esposizione degli scatolifici italiani alla concorrenza internazionale. Secondo gli operatori del settore, i prodotti importati dall’estero non sono attualmente soggetti agli stessi vincoli normativi e ai costi legati al meccanismo CBAM, creando condizioni competitive differenti lungo la filiera.
L’attenzione si concentra quindi sulla necessità di garantire un equilibrio tra sostenibilità ambientale, competitività industriale e sicurezza delle forniture, in un mercato che continua a essere influenzato dalle tensioni geopolitiche e dall’evoluzione delle politiche commerciali europee.
Ricrea e siderweb: acciaio strategico per economia circolare e packaging
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il ruolo strategico dell’acciaio per il settore degli imballaggi, in particolare per comparti come alimentare e chimico. La banda stagnata rappresenta infatti uno dei materiali simbolo dell’economia circolare, grazie alle elevate percentuali di recupero e riciclo che caratterizzano la filiera dell’acciaio.
Gli organizzatori hanno sottolineato come la sostenibilità, il riciclo e l’innovazione continueranno a rappresentare elementi centrali per il futuro del packaging in acciaio e per la competitività dell’industria siderurgica europea.










