Ventuno organizzazioni italiane attive nei settori dell’agricoltura biologica e biodinamica, della tutela ambientale e dei diritti dei consumatori hanno espresso forte preoccupazione per il voto con cui il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), indicate in Italia anche come Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA).
Secondo le associazioni firmatarie, il provvedimento rappresenterebbe un cambiamento significativo rispetto all’attuale quadro normativo europeo sugli organismi geneticamente modificati, con possibili conseguenze sul principio di precauzione, sulla tracciabilità delle produzioni agricole e sulla gestione dei brevetti nel settore sementiero.
Le critiche alla nuova normativa
Le organizzazioni sostengono che il nuovo regolamento riduca o elimini una serie di strumenti previsti dalla normativa europea sugli OGM, tra cui la valutazione preventiva dei rischi, alcuni obblighi di tracciabilità e le informazioni ai consumatori attraverso l’etichettatura.
Tra gli aspetti contestati vi è anche l’impossibilità, secondo quanto evidenziato dalle associazioni, per gli Stati membri di introdurre divieti nazionali alla coltivazione delle varietà ottenute con le nuove tecniche genomiche.
Secondo i firmatari, l’assenza di specifici meccanismi di controllo potrebbe rendere più complessa la gestione delle eventuali contaminazioni tra colture e il monitoraggio della diffusione delle nuove varietà sul territorio.
Il tema dei brevetti e del mercato sementiero
Una parte rilevante delle critiche riguarda la proprietà intellettuale. Le associazioni evidenziano che molte delle innovazioni sviluppate attraverso le NGT risultano coperte da brevetti detenuti da grandi gruppi internazionali del settore sementiero e agrochimico.
Secondo i firmatari, questa situazione potrebbe favorire una maggiore concentrazione del mercato e creare difficoltà per agricoltori e piccole imprese sementiere, chiamati a verificare la presenza di caratteristiche genetiche brevettate nelle varietà utilizzate o sviluppate.
Le organizzazioni temono inoltre che la nuova disciplina possa aumentare il contenzioso legato alla tutela dei brevetti e ridurre gli spazi operativi per il miglioramento genetico tradizionale.
L’appello delle associazioni
Nel documento diffuso dopo il voto europeo, le associazioni chiedono a cittadini, enti locali, organizzazioni agricole e istituzioni di utilizzare gli strumenti disponibili per limitare gli effetti della deregolamentazione e salvaguardare biodiversità, diritti degli agricoltori e sovranità alimentare.
L’appello è sottoscritto da 21 organizzazioni italiane, tra cui AIAB, ARCI, Assobio, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale Crocevia, Demeter Italia, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, FederBio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento Consumatori, Navdanya International, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra! e WWF Italia, che chiedono di tutelare biodiversità, diritti degli agricoltori e libertà di scelta dei consumatori.










