Le energie rinnovabili, i sistemi di accumulo e l’efficienza energetica devono rappresentare le priorità della politica energetica italiana ed europea. È questa la posizione espressa da Kyoto Club nel corso del convegno annuale dell’associazione, dedicato al tema “Il futuro desiderabile delle politiche energetiche: proposte per la riduzione dei costi dell’energia, per aziende e cittadini”.
Secondo l’associazione, in una fase caratterizzata da volatilità dei prezzi dell’energia e sfide geopolitiche, la riduzione dei costi per famiglie e imprese passa dall’accelerazione della transizione energetica e da maggiori investimenti nelle tecnologie già disponibili.
Accumuli e rinnovabili al centro della transizione
Per la presidente di Kyoto Club, Letizia Magaldi, la sfida non riguarda più soltanto l’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, ma soprattutto la capacità di immagazzinarla e renderla disponibile quando necessario.
“Per anni il successo della transizione energetica è stato misurato in megawatt di energia rinnovabile prodotta. Oggi la vera sfida è un’altra: essere in grado di accumularla e renderla disponibile quando serve”, afferma Magaldi, sottolineando come lo sviluppo di una filiera nazionale degli accumuli possa contribuire a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e la volatilità dei prezzi del gas.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato il ruolo che il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea 2028-2034 dovrebbe svolgere nel sostenere la transizione energetica e il rilancio industriale europeo.
“Il Dl sul nucleare distoglie risorse dalle priorità”
Nel suo intervento, il direttore scientifico di Kyoto Club Gianni Silvestrini ha espresso una posizione critica nei confronti del disegno di legge delega con cui il Governo intende riaprire la strada al nucleare.
Secondo Silvestrini, il provvedimento rischia di “distogliere attenzione e risorse dalle vere priorità della transizione energetica: accelerare la diffusione del solare fotovoltaico e dell’eolico, insieme agli accumuli, alle reti e all’efficienza energetica”.
Il direttore scientifico dell’associazione osserva inoltre che gli Small Modular Reactors (SMR) vengono presentati come una soluzione innovativa, ma ritiene che si tratti di tecnologie che non hanno ancora dimostrato competitività economica e industriale. A sostegno di questa valutazione richiama un recente studio della Banca d’Italia, secondo cui i principali progetti nucleari realizzati negli ultimi anni in Europa e negli Stati Uniti hanno registrato ritardi e costi superiori alle stime iniziali.
Efficienza energetica degli edifici tra le priorità
Kyoto Club evidenzia inoltre come il peso del nucleare nella produzione mondiale di elettricità sia progressivamente diminuito, passando, secondo i dati citati dall’associazione, dal 17% del 1996 a circa il 9,5% attuale, mentre le fonti rinnovabili continuano a crescere.
Tra gli interventi ritenuti prioritari viene indicata anche la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Secondo Kyoto Club, gli edifici rappresentano circa il 43% dei consumi finali di energia, rendendo l’efficienza energetica uno degli strumenti più immediati per ridurre emissioni, bollette e dipendenza energetica dall’estero.
Per l’associazione, la priorità dovrebbe quindi essere quella di accelerare gli investimenti nelle tecnologie già disponibili e negli interventi in grado di produrre benefici concreti nel breve periodo.










