Roma presenta il Piano Caldo: 50 milioni per contrastare le ondate di calore

La Capitale avvia la consultazione pubblica sulla prima strategia urbana italiana dedicata all'adattamento al caldo estremo. Previsti investimenti su verde urbano, depavimentazione, rifugi climatici e sostegno alle persone più vulnerabili, con l'obiettivo di ridurre gli effetti delle ondate di calore sulla salute e sulla vivibilità della città

Roma Piano Caldo

Roma avvia il percorso di consultazione pubblica del suo primo Piano Caldo, una strategia dedicata alla riduzione degli effetti delle ondate di calore e all’adattamento della città ai cambiamenti climatici. Presentato il 2 luglio 2026 in Campidoglio, il piano punta a intervenire su spazi pubblici, infrastrutture, servizi e tutela delle persone più esposte ai rischi legati alle alte temperature.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato con la Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici approvata dall’Assemblea capitolina nel gennaio 2025 e viene descritta dall’amministrazione come il primo piano organico adottato da una città italiana per affrontare il fenomeno delle ondate di calore attraverso misure integrate.

Temperature in aumento e isola di calore urbana

Alla base del piano vi sono i dati del nuovo rapporto di monitoraggio climatico realizzato da Roma Capitale con il supporto scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che evidenzia un aumento delle giornate caratterizzate da temperature record, delle ondate di calore e delle cosiddette notti tropicali, nelle quali la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi. Nel 2025 queste ultime hanno raggiunto quota 101.

Il report segnala inoltre che il 2025 è stato il terzo anno più caldo dal 1991, mentre il 2024 e il 2022 occupano rispettivamente il primo e il secondo posto della serie storica. Parallelamente, risultano sempre più rari i giorni di gelo e la temperatura del Mar Tirreno è aumentata di circa 0,85 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020.

Secondo il Comune, l’incremento delle temperature è aggravato dall’effetto isola di calore urbana, legato alla presenza di asfalto, edifici e traffico veicolare che favoriscono l’accumulo di calore nelle aree densamente urbanizzate.

Verde urbano, depavimentazione e nuovi investimenti

Il Piano Caldo prevede 10 linee di azione e 30 misure operative, accompagnate da una proposta di investimento pari a 50 milioni di euro in cinque anni per rafforzare gli interventi di adattamento climatico.

Tra le azioni già avviate dall’amministrazione figura l’incremento del patrimonio arboreo cittadino. Dal 2022 il bilancio arboreo è aumentato di 38 mila alberi, mentre sono in corso o programmati ulteriori interventi di piantumazione finanziati anche attraverso il Pnrr. Le aree verdi urbane sono cresciute di 187 ettari rispetto al 2021 grazie alla realizzazione di nuovi parchi e all’apertura di aree verdi attrezzate nei quartieri.

Sul fronte della riduzione delle superfici impermeabili, dal 2024 sono stati realizzati 40 interventi di depavimentazione che hanno interessato complessivamente oltre 44 mila metri quadrati tra strade, piazze e marciapiedi, con l’obiettivo di contrastare l’effetto isola di calore urbana.

Rifugi climatici e sostegno alle persone più vulnerabili

Uno degli elementi centrali della strategia è la creazione della rete dei rifugi climatici, composta da spazi pubblici gratuiti dove trovare sollievo durante i periodi di caldo intenso. Attualmente la rete comprende 178 rifugi al chiuso e 482 all’aperto, tra biblioteche, centri culturali, musei, parchi urbani, case di quartiere e altre strutture accessibili ai cittadini.

Il piano prevede inoltre il rafforzamento dei servizi rivolti alle persone più fragili, con interventi che coinvolgono centri diurni, strutture di accoglienza, servizi domiciliari, soggiorni estivi, screening sanitari e attività della Protezione civile.

Tra le misure già attive figurano anche i 5 mila ingressi gratuiti nelle piscine comunali, i soggiorni al mare per anziani e il potenziamento dei servizi destinati alle persone senza dimora.

Acqua, scuole e infrastrutture urbane

Il piano dedica particolare attenzione all’accesso all’acqua e agli spazi raffrescati. Roma può contare su una rete composta da 3.294 fontanelle e nasoni e da 59 case dell’acqua, mentre prosegue il programma di climatizzazione degli edifici pubblici.

Sono già stati installati sistemi di raffrescamento in 150 strutture scolastiche per l’infanzia e negli asili nido, mentre ulteriori investimenti previsti dal programma “Scuole Verdi” puntano a completare gli interventi entro il 2027. Analoghe iniziative interessano i centri anziani e il sistema del trasporto pubblico, con l’installazione di nuove pensiline alle fermate degli autobus.

Consultazione pubblica e monitoraggio

Dopo la presentazione, il Piano Caldo entra ora nella fase di consultazione pubblica che coinvolgerà cittadini, Municipi, università, enti di ricerca, associazioni e gestori dei servizi. Una volta concluso il percorso partecipativo e approvato dall’Assemblea Capitolina, il piano sarà accompagnato da attività di monitoraggio e da una revisione periodica ogni cinque anni.

A supporto delle attività di analisi climatica, Roma Capitale ha inoltre sviluppato la piattaforma Dataclime, realizzata con il supporto del CMCC, che consente di consultare dati storici, eventi estremi e scenari climatici futuri relativi al territorio urbano.

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