Economia circolare Inceneritore Roma, nuovo gruppo per tutelare la salute dei bambini

Inceneritore Roma, nuovo gruppo per tutelare la salute dei bambini

La neo rete "Mamme No Inceneritore" si è unita alla protesta contro il progetto dell'inceneritore di Santa Palomba, nella periferia sud della capitale. Il gruppo spiega che i soggetti più esposti sono i bambini: il loro organismo è ancora in fase di sviluppo. Chiesti monitoraggi indipendenti, trasparenti e continui, ma soprattutto che la popolazione venga ascoltata e coinvolta: "Siamo ancora in tempo per fermare l'inceneritore"

inceneritore Roma

“Non si possono sottovalutare gli effetti sulla salute di un impianto che brucerà tra le 600mila e le 800mila tonnellate di rifiuti l’anno per almeno tre decadi“. Anche il neo costituito gruppo “Mamme No Inceneritore” di Roma ha partecipato alla seduta del Consiglio del IX Municipio dello scorso 2 luglio per protestare contro il progetto del termovalorizzatore a Santa Palomba, nella periferia sud della capitale.

I lavori per il nuovo inceneritore, guidati da un consorzio di imprese con a capo Acea, sono iniziati lo scorso maggio: l’impianto dovrebbe entrare in funzione a settembre 2029 per un costo di un miliardo di euro. Ma secondo la rete “siamo ancora in tempo per fermarlo“.

Le criticità dell’inceneritore di Roma

Tra le sostanze che verranno emesse troviamo anidride carbonica, diossina, metalli pesanti (mercurio, piombo, cadmio), ossido di azoto e particolato (Pm 10, 2.5, 0.1): materiali climalteranti, tossici e cancerogeni, tra le altre cose. La rete stima che in quattro anni raddoppieranno i comuni del Lazio con un livello massimo di inquinamento: da 31 nel periodo 2015-2019 a 62 nel periodo 2020-2024.

Un altro problema, come spiega la rete, è quello delle ceneri residuo della combustione. “Come verranno gestite le ceneri leggere e quelle pesanti? – si chiedono le mamme -. La salute pubblica, principio tutelato dalla Costituzione italiana all’articolo 32, deve diventare il criterio principale di ogni decisione”. Non solo: l’inceneritore sorgerà sulla falda acquifera che alimenta il lago Albano. Il consumo idrico previsto è di un milione di metri quadri di acqua all’anno. La falda è però già in sofferenza e il livello del lago Albano è già sceso di sette metri in 20 anni.

A preoccupare le mamme sono le evidenze scientifiche che mostrano come i soggetti più esposti agli effetti del nuovo inceneritore di Roma siano soprattutto i bambini. Molte sostanze tossiche passano dalla mamma al feto attraverso la placenta e poi dalla mamma al bambino attraverso il latte. “Respirano più aria in proporzione al loro peso corporeo perché il loro organismo è ancora in fase di sviluppo. In più, hanno davanti a loro molti più anni durante i quali gli effetti di esposizioni ambientali possono manifestarsi”.

Il momento più critico è nei primi mille giorni: dal concepimento al secondo anno di età. In questo periodo si formano gli organi, con possibili impatti su malformazioni e maggior incidenza di tumori. I tossici ambientali, poi, programmano il bambino verso una maggiore suscettibilità a sviluppare malattie come obesità, diabete, ipertensione e problematiche legate al neuro-sviluppo.

Cosa chiede la rete

Secondo la rete non è sostenibile aggiungere una nuova fonte emissiva in un territorio già sottoposto a numerose pressioni ambientali. Per questo motivo, le mamme chiedono una Valutazione di Impatto sanitario prima dell’avvio del cantiere, come consigliato dalla Asl e dal Dipartimento epidemiologico del Lazio. “I monitoraggi, per essere efficaci, devono essere continui, cosa che spesso non accade – continua la rete -: a Torino, infatti, è stato sospeso dal 2020 al 2024 per il Covid, mentre a San Vittore non è stato più finanziato dal 2024. Servono studi indipendenti e trasparenti, accessibili a tutti i cittadini“.

Il gruppo chiude chi spiegando che la popolazione deve essere ascoltata e coinvolta: “Nessuno può liquidare le nostre preoccupazioni come semplice emotività. Perché dietro la voce delle mamme ci sono i dati, gli studi e soprattutto l’amore per i figli. Non siamo contro il progresso. Siamo a favore di un futuro in cui i bambini possano crescere senza dover pagare con la propria salute il prezzo delle scelte che facciamo noi adulti oggi”.