Il Wwf esprime forti preoccupazioni per la proposta di revisione dell’Emission Trading System (Ets) presentata dalla Commissione europea, ritenendo che alcune delle modifiche previste possano compromettere l’efficacia di uno dei principali strumenti europei per la riduzione delle emissioni di gas serra.
Secondo l’organizzazione ambientalista, la riforma rischia infatti di indebolire gli incentivi alla decarbonizzazione, rallentare la transizione energetica e mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi climatici europei al 2040.
Le critiche alla riforma dell’Ets
Per il Wwf, il sistema Ets ha funzionato negli anni grazie alla combinazione di tre elementi fondamentali: un limite progressivamente decrescente alle emissioni, un prezzo della CO2 sufficientemente elevato da incentivare la riduzione dell’inquinamento e l’utilizzo delle entrate generate per sostenere la transizione energetica.
“L’Ets funziona perché i suoi elementi fondamentali si rafforzano a vicenda: un tetto alle emissioni in calo, un prezzo significativo per l’inquinamento ed entrate che sostengono la transizione verso l’energia pulita“, afferma Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia.
L’associazione contesta in particolare la proposta di prolungare fino al 2040 l’assegnazione gratuita di quote di emissione ad alcuni settori industriali, una misura che, secondo il Wwf, rischia di ridurre gli incentivi agli investimenti in tecnologie più pulite.
I timori per l’obiettivo climatico al 2040
Tra gli aspetti più critici evidenziati dal Wwf vi è anche la modifica del Fattore di Riduzione Lineare (Lrf), il meccanismo che determina la velocità con cui diminuisce il tetto massimo delle emissioni consentite dal sistema Ets.
Secondo l’organizzazione, un rallentamento del tasso di riduzione potrebbe consentire l’emissione di ulteriori 2 miliardi di tonnellate di CO2, rendendo più difficile il raggiungimento dell’obiettivo europeo di riduzione del 90% delle emissioni nette entro il 2040.
Il Wwf critica inoltre la possibilità di utilizzare ulteriori quote per compensare le emissioni attraverso progetti di cattura e stoccaggio del carbonio, ritenendo che questa scelta possa ridurre ulteriormente la pressione sulle imprese affinché diminuiscano le emissioni alla fonte.
Promosso il Piano per l’elettrificazione
Diverso il giudizio sul nuovo Piano d’azione per l’elettrificazione pubblicato dalla Commissione europea insieme alla proposta di riforma dell’Ets.
L’associazione accoglie positivamente l’obiettivo di favorire la diffusione dell’elettricità prodotta da fonti pulite e di ridurre gradualmente i sussidi ai combustibili fossili, considerati ancora un ostacolo alla transizione energetica.
Secondo il Wwf, l’elettrificazione può contribuire a rafforzare l’indipendenza energetica europea e a ridurre le bollette, purché sia accompagnata da un deciso sviluppo delle energie rinnovabili, da interventi di efficienza energetica e da investimenti nelle reti elettriche e nella flessibilità del sistema.
La richiesta del Wwf
Per l’associazione ambientalista, l’Unione europea dovrebbe evitare qualsiasi misura che possa indebolire il segnale di prezzo della CO2 e mantenere alta l’ambizione climatica.
Il Wwf ribadisce che la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili rappresenta una priorità non solo per il clima, ma anche per la sicurezza energetica e la competitività economica dell’Europa, soprattutto in una fase caratterizzata da crescente instabilità geopolitica e dagli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.










