La Commissione Europea ha presentato la proposta di revisione dell’Emission Trading System (ETS), il principale strumento comunitario per la riduzione delle emissioni di gas serra. L’intervento rientra nel pacchetto di misure collegato al nuovo Piano d’azione per l’elettrificazione e punta ad adeguare il sistema agli obiettivi climatici dell’Unione Europea al 2040.
L’ETS regola le emissioni di settori come produzione energetica, industria, trasporto aereo e marittimo attraverso un sistema di quote negoziabili che stabilisce un limite massimo alle emissioni complessive consentite.
Nuova traiettoria per la riduzione delle emissioni
La revisione aggiorna il percorso di riduzione delle emissioni a partire dal 2031, in coerenza con il nuovo obiettivo europeo di ridurre del 90% le emissioni nette entro il 2040.
La Commissione propone di modificare il fattore di riduzione lineare (LRF), il meccanismo che determina la diminuzione progressiva delle quote disponibili sul mercato. Il nuovo tasso sarà del 3,7% annuo nel periodo 2031-2035 e dell’1,7% nel periodo 2036-2040.
Quote gratuite e meccanismo CBAM
Tra gli elementi centrali della proposta figura la revisione del calendario relativo alle quote gratuite di emissione assegnate alle industrie.
Per i settori interessati dal Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), il meccanismo europeo che applica un prezzo del carbonio alle importazioni provenienti da Paesi con standard ambientali meno stringenti, la riduzione delle quote gratuite sarà graduale e proseguirà fino al 2038.
La Commissione prevede inoltre una revisione dei parametri di assegnazione per accompagnare gli investimenti nella decarbonizzazione industriale.
Crediti internazionali e assorbimenti di carbonio
La proposta introduce la possibilità di utilizzare una quota limitata di crediti internazionali di alta qualità per sostenere progetti di riduzione delle emissioni.
È inoltre prevista l’integrazione nel sistema ETS di 250 milioni di tonnellate di assorbimenti permanenti di carbonio, misura che punta a favorire lo sviluppo del mercato delle tecnologie di rimozione della CO₂.
Riforma della riserva di stabilità del mercato
Il pacchetto comprende anche una revisione della Market Stability Reserve, lo strumento che regola la quantità di quote presenti sul mercato.
Secondo la Commissione, la modifica punta a migliorare la stabilità del sistema, garantire maggiore liquidità e ridurre l’eccessiva volatilità dei prezzi delle quote di emissione.
Più risorse per la transizione industriale
Un capitolo importante della riforma riguarda l’utilizzo delle entrate generate dall’ETS.
Gli Stati membri saranno chiamati a destinare una quota significativa dei proventi agli investimenti per la decarbonizzazione dei settori industriali coinvolti. Secondo le stime della Commissione, la misura potrebbe mobilitare circa 100 miliardi di euro entro il 2030.
Per sostenere questi investimenti Bruxelles punta inoltre a rafforzare la futura Banca per la decarbonizzazione industriale, che dovrebbe mettere a disposizione fino a 100 miliardi di euro, con una prima dotazione di 30 miliardi attraverso il programma Investment Booster.
Estensione agli inceneritori
La proposta conferma infine l’estensione del sistema ETS agli impianti di incenerimento dei rifiuti, una misura già anticipata nei mesi scorsi e destinata a entrare nel nuovo quadro normativo europeo.
La revisione dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, che saranno chiamati a definire il testo definitivo della riforma.










