Dieci anni di finanziamenti, centinaia di progetti realizzati e un patrimonio di esperienze che diventa oggi patrimonio comune delle amministrazioni locali. È online il report “10 anni di finanziamenti alla prevenzione dei rifiuti”, realizzato da ANCI Emilia-Romagna in collaborazione con ATERSIR, che raccoglie e analizza i 465 progetti finanziati tra il 2016 e il 2025 attraverso il Fondo d’Ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti istituito dalla Regione Emilia-Romagna con la Legge 16/2015.
Il report rappresenta la prima ricognizione organica delle iniziative sviluppate dai Comuni dell’Emilia-Romagna nel corso dell’ultimo decennio per ridurre la produzione dei rifiuti, promuovere il riuso, contrastare lo spreco alimentare, incentivare il consumo di acqua di rete, limitare l’utilizzo dei prodotti monouso e sostenere modelli di economia circolare. L’obiettivo principale della pubblicazione è quello di mettere a disposizione di amministratori, tecnici e operatori un repertorio di esperienze concrete, replicabili e già sperimentate con successo in numerosi contesti locali.
Il catalogo consente infatti di consultare i progetti per tipologia di intervento, offrendo un quadro aggiornato delle soluzioni adottate dai Comuni e delle principali linee di azione sviluppate negli ultimi dieci anni. Lo strumento nasce per favorire lo scambio di conoscenze tra amministrazioni e supportare la progettazione di nuove iniziative di prevenzione, in linea con gli obiettivi dell’economia circolare e della gerarchia europea dei rifiuti.
“Il Rapporto che vi accingete a leggere restituisce un’analisi puntuale, metodica e strutturata dei progetti finanziati da quando la Regione Emilia-Romagna ha istituito il fondo d’ambito nel lontano 2015 – dice Monica Cinti, Delegata Ambiente ed Energia di ANCI Emilia-Romagna – Una restituzione limpida, dettagliata e ben organizzata di cosa è stato fatto e di chi lo ha fatto; un volano per favorire la messa in rete delle esperienze tra i Comuni della Regione; un punto di partenza prezioso per imparare da chi ha fatto e immaginare cosa potremmo fare come Comuni con le risorse a disposizione; uno stimolo ad elevare l’ambizione dei progetti e delle azioni di prevenzione e ad essere parte attiva di quel processo di trasformazione economica e sociale dei nostri territori, necessario per ridurre i consumi inutili e la produzione di rifiuti, rafforzare le economie locali, promuovere modelli di consumo più sostenibili e migliorare la qualità della vita delle comunità”.










