Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il 21 luglio la nuova legge che individua le aree idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici sul territorio regionale. Il provvedimento, presentato dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, punta ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili in vista degli obiettivi fissati dal Governo, che assegnano al Piemonte il traguardo di quasi 5 gigawatt di nuova potenza rinnovabile entro il 2030.
La normativa definisce un quadro di riferimento per l’individuazione dei siti destinati agli impianti, con l’intento di semplificare le procedure autorizzative e fornire maggiore certezza agli operatori del settore.
Priorità ad aree già urbanizzate e siti dismessi
La legge privilegia l’installazione dei pannelli fotovoltaici su superfici già trasformate, come tetti di edifici, coperture di parcheggi, aree industriali dismesse, siti da bonificare, cave non più utilizzate e infrastrutture come ferrovie e autostrade.
Il provvedimento apre inoltre alla possibilità di realizzare impianti anche su aree agricole coltivate, purché vengano garantite la continuità delle attività agricole e la tutela del paesaggio, secondo un’impostazione che richiama i principi dell’agrivoltaico.
L’obiettivo: rinnovabili senza consumo di suolo
Secondo l’assessore Matteo Marnati, la nuova disciplina intende favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili evitando un consumo indiscriminato di suolo e limitando i fenomeni speculativi. L’assessore ha sottolineato come la Regione abbia scelto di dare priorità ai siti già compromessi, con l’obiettivo di coniugare la crescita della produzione energetica da fonti rinnovabili con la tutela del patrimonio agricolo, della biodiversità e del paesaggio.
Per la Regione, la nuova legge rappresenta uno strumento per sostenere l’autonomia energetica del sistema produttivo piemontese, accelerando al tempo stesso la realizzazione degli impianti necessari al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.










