Gli incendi che in questi giorni stanno colpendo Francia e Spagna sono stati resi più probabili dal riscaldamento globale: almeno due volte più probabili quelli in Francia e almeno 20 volte quelli in Spagna. È la conclusione dello studio appena pubblicato dal gruppo di ricerca World Weather Attribution e rilanciato da Greenpeace. “La politica ne sta prendendo atto – scrive l’associazione in una nota – : i governi di Francia, Spagna e Regno Unito hanno diffuso dichiarazioni congiunte che collegano esplicitamente la prevenzione degli incendi con l’abbandono dei combustibili fossili e riconoscono la necessità di allineare le politiche climatiche agli obiettivi dell’Accordo di Parigi”.
“È positivo che alcuni governi europei riconoscano apertamente che per rispettare l’Accordo di Parigi occorre accelerare l’uscita dai combustibili fossili, ma alle parole devono seguire i fatti – dichiara Federico Spadini, campaigner Clima di Greenpeace Italia – servono piani più ambiziosi per ridurre le emissioni e per favorire la transizione alle rinnovabili, che deve essere finanziata tassando i profitti dell’industria fossile, principale responsabile del riscaldamento globale. Ogni ettaro che brucia ci ricorda che il conto della crisi climatica oggi lo pagano le persone, mentre le aziende dei combustibili fossili continuano a fare profitti, come dimostra il recente annuncio di Eni che nel secondo trimestre del 2026 ha raddoppiato, rispetto allo stesso periodo del 2025, l’utile operativo pro forma adjusted – raggiungendo la cifra di circa 5,4 miliardi di euro – grazie agli investimenti in gas e petrolio”.
In Spagna, dall’inizio dell’estate sono andati in fumo oltre 172 mila ettari, sei volte la superficie bruciata nello stesso periodo del 2025: i grandi incendi boschivi sono già 35, hanno causato 15 vittime e costretto oltre 100 mila persone all’evacuazione o al confinamento. In Francia, dall’inizio dell’anno, sono già stati distrutti circa 115 mila ettari e il solo rogo di Gironda ha interessato oltre 42 mila ettari, costringendo più di 220 mila persone a lasciare le proprie abitazioni. Le fiamme stanno colpendo numerosi altri Paesi in tutto il mondo, compresa l’Italia, in cui la stagione dei roghi comincia sempre più in anticipo e dura più a lungo a causa della crisi climatica.
Greenpeace Italia chiede al governo Meloni di introdurre una tassa permanente sui profitti dell’industria fossile nel nostro Paese e di sostenerla a livello internazionale, a partire dalla nuova sessione dei negoziati ONU per un trattato globale sulla tassazione, in programma a New York dal 3 al 13 agosto.










