In vista del voto parlamentare sulla richiesta di attivazione della Clausola di salvaguardia nazionale, il think tank ECCO invita il Governo a utilizzare la nuova flessibilità di bilancio concessa dalla Commissione europea per finanziare interventi a sostegno della transizione energetica.
Secondo l’organizzazione, le risorse aggiuntive dovrebbero essere destinate a misure capaci di ridurre in modo strutturale la dipendenza italiana dalle fonti fossili, con effetti immediati sul contenimento dei costi dell’energia per famiglie e imprese e sul rafforzamento della competitività del sistema produttivo.
Fino a 14 miliardi di euro nel triennio
La possibilità di ricorrere alla Clausola di salvaguardia nazionale è stata estesa dalla Commissione europea il 19 marzo 2025 anche agli investimenti per la sicurezza energetica, oltre che alle spese per la difesa.
Per l’Italia questo potrebbe tradursi, secondo ECCO, in una disponibilità complessiva di circa 13,5-14 miliardi di euro tra il 2026 e il 2028, con un margine massimo di circa 7 miliardi di euro all’anno entro i limiti previsti dalle regole europee.
Il think tank ritiene che queste risorse possano rappresentare un’occasione per avviare politiche coerenti con gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), destinandole a interventi che producano benefici duraturi anche oltre il periodo di applicazione della clausola.
Le proposte di ECCO
Nell’analisi pubblicata oggi, ECCO individua una serie di misure che potrebbero essere attivate rapidamente facendo leva su strumenti già esistenti. Tra queste cita il rafforzamento dell’Ecobonus, del Fondo Automotive e del Conto Termico 3.0, considerati interventi in grado di accelerare l’elettrificazione dei consumi e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
“Queste risorse sono per i consumatori. È quindi fondamentale che il margine di bilancio dia priorità a misure capaci di ridurre nell’immediato i costi energetici di famiglie e imprese, a partire dall’elettrificazione”, ha dichiarato Matteo Leonardi, cofondatore e direttore esecutivo di ECCO.
Secondo Leonardi, il finanziamento di tecnologie come biocarburanti e cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) dovrebbe invece essere sostenuto dalle imprese energetiche attraverso i profitti realizzati.
Dopo il 2028 servono risorse strutturali
ECCO sottolinea infine che, terminata la finestra di flessibilità prevista dalla Commissione europea, il sostegno alle politiche per la transizione energetica dovrà poggiare su fonti di finanziamento strutturali, come i proventi delle aste del sistema europeo ETS, le entrate derivanti dall’ETS2 e una riforma della fiscalità energetica e degli oneri di sistema.










