Rapporto Unep, l’allarme di Wwf: “Superare 1,5°C è un fallimento”

Commentando il nuovo rapporto Unep, l'associazione ambientalista ammonisce: superare temporaneamente la soglia di 1,5°C non deve diventare una scusa per abbassare gli obiettivi, ma un forte stimolo all'azione. L'associazione esorta i governi ad accelerare i tagli alle emissioni ed eliminare i combustibili fossili, investendo in rinnovabili e finanziamenti per il clima per proteggere ecosistemi e comunità da danni irreversibili

1,5°C

Qualsiasi superamento di 1,5°C deve essere il più contenuto e il più breve possibile“. È questo il commento di Wwf al nuovo rapporto del Programma delle Nazioni unite per l’Ambiente (Unep) che avverte che il picco climatico potrebbe superare gli 1,8°C e che la strategia da seguire deve essere quella di “overshoot, peak, decline” per ridurre al minimo l’entità e la durata del fenomeno e tornare al di sotto dei 1,5°C il prima possibile.

Commentando il rapporto, Wwf esorta i governi a presentare piani climatici davvero incisivi, ad accelerare la riduzione delle emissioni e ad aumentare il sostegno alle persone e comunità che già subiscono gli effetti dei cambiamenti climatici. Vanno anche stanziati adeguati finanziamenti. “Il fatto che siamo vicini a superare il limite di 1,5°C – sottolinea l’associazione – deve essere uno stimolo all’azione perché più a lungo il mondo rimarrà al di sopra di tale soglia, maggiori saranno i rischi per le persone, la natura e le economie”.

Quello degli 1,5°C rimane il limite di sicurezza legale, morale e scientifico per il mondo, sottolinea Wwf: “Superarlo, anche solo per un breve periodo, dimostrerebbe un fallimento nell’adempimento degli impegni, non un motivo per indebolire l’obiettivo. Occorre ridurre le emissioni, non l’ambizione, e agire più rapidamente per riportare il riscaldamento al di sotto della soglia limite”.

La strada da percorrere per tornare sotto ai 1,5°C

Il nuovo rapporto è chiaro, per l’associazione: le politiche attuali, o meglio la loro latitanza, ci stanno spingendo in un territorio ancora più pericoloso, ma esistono percorsi che possiamo e dobbiamo intraprendere per limitare tale pericolo. Occorre assolutamente evitare che i sistemi naturali subiscano cambiamenti irreversibili una volta raggiunto un punto di non ritorno e ricordare che ogni frazione di grado conta e ogni giorno di ritardo rende la sfida più ardua.

Wwf ricorda che abbiamo le conoscenze, le risorse e gli strumenti per agire: eliminare con urgenza i combustibili fossili, investire nei finanziamenti per il clima, potenziare le energie rinnovabili, accelerare l’adattamento, ripristinare gli ecosistemi e porre fine alla deforestazione. Ma gli impatti devastanti della crisi climatica che stanno colpendo ecosistemi, persone, comunità economie in tutto il mondo, a cominciare dal disastro in Nepal e senza dimenticare l’Europa, dimostrano che più il riscaldamento globale continuerà a essere alimentato dalle emissioni climalteranti, maggiori saranno le vittime e le sofferenze.

Con la campagna Our Future, Wwf ricorda che vivere in un clima sicuro è un diritto di tutti, non un’opzione dell’una o dell’altra parte politica. Per questo l’associazione invita tutti i cittadini a firmare la petizione “Zero scuse sul clima” per chiedere al governo programmi strutturati e non misure emergenziali.

Articolo precedenteRiscaldamento globale, Unep avverte: verso il picco climatico a 1,8°C
Articolo successivoCorepla al Jova Summer Party