Torino, nella città dell’auto oltre 4mila incidenti l’anno: l’8,5% coinvolge ciclisti

In città la mobilità è ancora fortemente dipendente dall’auto privata. Torino è il capoluogo metropolitano con il più alto tasso di motorizzazione d'Italia. Secondo il Pra, nel territorio comunale sono registrate 583.000 autovetture private. Un numero che se rapportato alla platea reale dei cittadini in possesso di una licenza di guida attiva, stimato tra le 550.000 e le 600.000 unità, significa un auto per ogni patentato

Torino, nella città dell’auto oltre 4mila incidenti l’anno: l’8,5% coinvolge ciclisti

Secondo l’osservatorio Ciclisti Asaps-Sapidata, che divulga i decessi in tempo reale, dal primo gennaio 2026 ad oggi sono 173 i ciclisti morti in Italia. In tutto il 2025 erano stati 225. Nel dato è compreso anche Nicolò, il bambino di 7 anni investito da un’auto a Torino. Nel capoluogo piemontese i decessi dall’inizio dell’anno sono stati 3.

A Torino si registrano oltre 4.000 incidenti stradali l’anno. La percentuale di sinistri che vede coinvolti i ciclisti nel territorio metropolitano si attesta attorno all’8-8,5% del totale. L’indice di mortalità specifico per i ciclisti, rilevato dai rapporti regionali su dati Istat, è di circa 1,2 morti ogni 100 incidenti con lesioni.

In città la mobilità è ancora fortemente dipendente dall’auto privata. Torino è il capoluogo metropolitano con il più alto tasso di motorizzazione d’Italia. Secondo il Pra, nel territorio comunale sono registrate 583.000 autovetture private. Un numero che se rapportato alla platea reale dei cittadini in possesso di una licenza di guida attiva, stimato tra le 550.000 e le 600.000 unità, significa un auto per ogni patentato.

I dati del Rapporto MobilitAria 2026 parlano invece di 822 automobili ogni mille abitanti, confermando il valore più elevato tra i grandi centri urbani del Paese.

Eppure la mobilità ciclistica è in aumento. Gli ultimi dati dell’Agenzia della Mobilità Piemontese e del sistema di sorveglianza Istat indicano che le due ruote sono usate da una popolazione che oscilla tra il 14% e il 18%. Alcuni assi ciclabili hanno notevolmente incrementato i passaggi come via Nizza o via Bertola, dove negli ultimi 5 anni i ciclisti sono quasi raddoppiati.

Anche l’infrastruttura ha fatto dei passi avanti, sicuramente in termini di lunghezza, molto meno in termini di fruibilità e sicurezza.

A maggio il Consiglio Comunale aveva approvato una mozione, presentata dal consigliere Emanuele Busconi, che raccogliendo alcune indicazioni della Consulta della Mobilità Ciclistica impegnava l’Amministrazione comunale “ad effettuare una serie di interventi relativi ai percorsi ciclabili della città, anche a fronte dell’aumento delle persone che si orientano sulla mobilità dolce e in particolare all’uso della bicicletta”.

Tra le varie cose il documento chiede il monitoraggio dello stato delle infrastrutture e un piano per la manutenzione delle piste ciclabili e della relativa segnaletica orizzontale, anche per i controviali a priorità ciclabile” e suggerisce “di seguire, nella progettazione delle nuove piste ciclabili le buone pratiche progettuali più aggiornate secondo le Linee guida progettuali del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, Regione Piemonte, (D.G.R. n. 35-6638/2023), a cominciare dall’evitare le piste ciclabili a centro strada.

È evidente che la strada da fare è ancora molto lunga.

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