​La crisi climatica costa all’Italia oltre 13 miliardi di euro l’anno

Lo dice la nuova analisi di Italy for Climate: tra il 1980 e il 2024 gli eventi meteo-climatici estremi hanno causato 145 miliardi di euro di perdite economiche e il conto è in forte accelerazione. Negli ultimi dieci anni, infatti, le perdite hanno raggiunto circa 7,5 miliardi di euro l’anno, superando i 13 miliardi annui negli ultimi tre anni disponibili

Caldo estremo economia europea 1% Pil 2026 ​La crisi climatica costa all’Italia oltre 13 miliardi di euro l’anno

L’estate 2026, la più calda mai registrata in Italia dal 1950, si è appena conclusa lasciando rapidamente spazio a nubifragi, allagamenti e fenomeni meteorologici intensi. Ma oltre alle conseguenze visibili, la crisi climatica presenta all’Italia un conto economico sempre più pesante.

Secondo l’analisi di Italy for Climate sui dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, tra il 1980 e il 2024 gli eventi meteo-climatici estremi hanno provocato in Italia perdite economiche per 145 miliardi di euro. Un dato che, letto come semplice media, equivale a poco più di 3 miliardi l’anno, ma che nasconde una forte accelerazione negli anni più recenti.

Più della metà delle perdite registrate in 45 anni si concentra infatti nell’ultimo decennio: circa 7,5 miliardi di euro l’anno tra il 2015 e il 2024. Guardando agli ultimi tre anni disponibili, il costo sale ulteriormente, superando i 13 miliardi di euro l’anno.

“Parliamo di una vera e propria tassa nascosta del clima – afferma Andrea Barbabella, coordinatore di Italy for Climate – che paghiamo ogni anno senza quasi rendercene conto. Dopo un’estate record, seguita nel giro di pochi giorni da eventi meteorologici intensi e nuovi danni sul territorio, continuare a discutere della transizione energetica considerando soltanto quanto costa realizzarla significa guardare solo metà del problema. Dobbiamo cominciare a chiederci seriamente quanto ci costa non farla”.

E il conto reale potrebbe essere ancora più alto. Le statistiche dell’Agenzia Europea dell’Ambiente prendono infatti in considerazione principalmente le perdite economiche dirette a infrastrutture e beni fisici, lasciando fuori una parte rilevante degli impatti indiretti: dalla perdita di produttività ai costi sanitari, dagli infortuni alle conseguenze economiche della mortalità associata agli eventi estremi.

Un recente studio stima che nel 2026 il solo caldo estremo sia già costato all’Europa circa 180 miliardi di euro, una cifra vicina all’1% del PIL dell’Unione europea.

“Abbiamo bisogno di statistiche ufficiali capaci di misurare in maniera sistematica anche i costi indiretti della crisi climatica – conclude Barbabella –. Solo così potremo avere un dibattito sulla transizione energetica realmente basato sui dati. A chi sostiene che affrontare la crisi climatica abbia un costo che non possiamo permetterci, dovremmo porre una domanda molto semplice: siamo sicuri di stare facendo bene i conti?”.

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