“Quest’estate in Europa abbiamo visto 35mila morti in eccesso per le ondate di calore, siamo in emergenza climatica”. Inizia così il comunicato di Fridays for Future in cui l’organizzazione annuncia l’autorizzazione al corteo di venerdì 16 ottobre a Roma con partenza alle 17 da Piramide verso viale Aventino e con arrivo alla sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase).
I governi in tutto il mondo, dopo anni di campagne contro gli attivisti e a favore di chi causa la crisi climatica, ora non possono giustificarsi di fronte agli eventi meteorologici estremi che devastano i nostri territori, spiega Fridays for Future: “Prima non c’è acqua e si muore di caldo, poi ce n’è troppa e si muore travolti dalle alluvioni. Siamo arrabbiati e preoccupati per le persone intorno a noi, quelle a cui vogliamo bene, le più fragili”.
La pianificazione delle città al centro del corteo di Fridays for Future
Le nostre città sono diventate invivibili per tre mesi all’anno, continua l’associazione. “Nonostante il solito negazionismo antiscientifico e deresponsabilizzante, tutti abbiamo chiaro che non possiamo stare a guardare mentre continuano le colate di cemento. Vogliamo città che tornino ad essere spazio pubblico, non di speculazione, e luoghi di giustizia sociale e climatica, pianificate con e per chi le abita”.
Al centro, quindi, il verde nelle città. “La presenza capillare di spazi verdi e spazi naturali urbani è probabilmente una delle differenze più rilevanti fra la città presente e la città futura. Ridare spazio al suolo naturale, alla creazione di corridoi ecologici e alle aree umide significa offrire alla collettività benessere e servizi dal valore ecologico ed economico enormemente superiore a quelli provocati dal suolo sigillato”.
Colpite anche le scelte del governo
Le critiche sono rivolte anche al governo italiano: “Nessun Paese occidentale è preparato ad affrontare le conseguenze della catastrofe che sta avanzando. E mentre l’Europa brucia e i paesi del Sud globale vengono sommersi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un decreto per velocizzare l’estrazione di nuovo gas e petrolio sul territorio italiano. Intanto frena lo sviluppo delle alternative democratiche come le Cers“.
Non passa inosservato il taglio alle accise. “Mentre il governo italiano, detentore del 33% delle azioni di Eni, si dimentica degli extraprofitti dell’azienda petrolifere in cambio di un falso tetto sul prezzo dei carburanti, le guerre per petrolio e gas devastano il nostro pianeta e minacciano la libertà dei popoli in tutto il mondo”.
Fridays for Future chiama così tutti in piazza per il corteo di venerdì 16 ottobre: “Ci sono delle gravissime responsabilità, chi sta distruggendo il nostro pianeta deve pagare. Chi sta continuando a bruciare il futuro di tutti e tutte deve essere fermato. Questo clima non è vita: il Mase agisca”.



