Rinnovabili, imprese: “Mase non risponde a nostre richieste siamo nell’incertezza”

Le quattro Confederazioni - CNA, Confartigianato, Casartigiani e CLAAI - dopo una prima richiesta inviata il 7 settembre, una successiva nota congiunta dettagliata del 28 settembre e ulteriori solleciti, non hanno ancora ricevuto risposte ufficiali dal Ministero. Una situazione che sta generando incertezza tra imprese installatrici, professionisti e operatori del settore delle energie rinnovabili

Rinnovabili, imprese: “Mase non risponde a nostre richieste siamo nell’incertezza”

Le associazioni delle imprese artigiane italiane esprimono “forte preoccupazione per il perdurante silenzio del Ministero dell’Ambiente in merito alle richieste di chiarimento sui nuovi adempimenti previsti dal D.M. 15 luglio 2026 e sul funzionamento dello Sportello Unico per le Energie Rinnovabili (SUER)”.

Le quattro Confederazioni – CNA, Confartigianato, Casartigiani e CLAAI – dopo una prima richiesta inviata il 7 settembre, una successiva nota congiunta dettagliata del 28 settembre e ulteriori solleciti, non hanno ancora ricevuto risposte ufficiali dal Ministero. Una situazione che sta generando incertezza tra imprese installatrici, professionisti e operatori del settore delle energie rinnovabili.

Tra le principali criticità segnalate figurano l’obbligo di trasmissione del Modello Unico Parte III entro cinque giorni dall’entrata in esercizio degli impianti, l’individuazione dei soggetti responsabili degli adempimenti e l’applicazione delle disposizioni transitorie agli impianti già esistenti, con il rischio che gli obblighi possano riguardare anche installazioni realizzate diversi anni fa.

Restano inoltre aperti numerosi interrogativi sulle responsabilità delle imprese installatrici, sul quadro sanzionatorio previsto dalla normativa e sulle procedure da adottare in caso di comunicazioni tardive o di malfunzionamenti della piattaforma SUER.

“L’obiettivo della semplificazione amministrativa non può tradursi in nuovi oneri burocratici e responsabilità scaricate sulle imprese”, sottolineano le Confederazioni. “L’assenza di indicazioni operative chiare rischia di alimentare contenziosi, difficoltà applicative e incertezza normativa in un comparto fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica”.

Per questo CNA, Confartigianato, Casartigiani e CLAAI chiedono al MASE un intervento urgente, con risposte scritte, puntuali e tempestive, accompagnate dalle necessarie istruzioni operative per garantire un’applicazione corretta e uniforme delle nuove disposizioni.

“Le imprese non possono essere lasciate sole nell’interpretazione di norme complesse e in continua evoluzione. Ogni ulteriore ritardo rischia di penalizzare il sistema produttivo, i cittadini e gli investimenti nelle energie rinnovabili, rallentando il percorso verso una transizione energetica efficace e sostenibile”.

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