Oggi a Roma Ispra ha presentato Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio, il rapporto annuale i cui dati confermano quanto l’Italia sia lontana dall’obiettivo di consumo netto pari a zero. La Lombardia non si discosta dalla tendenza nazionale, facendo segnare il dato peggiore dal 2015, anno in cui l’Istituto ha iniziato a monitorare i cambi di uso del suolo su base annuale. A commentare i dati sul consumo di suolo è Legambiente Lombardia.
Nel 2025, infatti, in Lombardia sono mancati all’appello 982 ettari di suoli in precedenza coltivati o coperti da vegetazioni naturali e oggi interessati da interventi edilizi che li hanno trasformati in sedimi urbani o infrastrutturali. Legambiente definisce ‘impressionante’ la crescita a cui si è assistito nel decennio: +143% di crescita annua del consumo di suolo rispetto al valore misurato nel 2016.
Un fenomeno particolarmente grave per la Lombardia, che nel 2014 si è dotata, tra le prime regioni in Italia, di una legge per ridurre il consumo di suolo. “Evidentemente fino a oggi ha fallito – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Alla luce dei dati del 2025 emerge sempre più chiara l’esigenza di rendere più efficace la disciplina urbanistica regionale, con l’intento di indirizzare le future trasformazioni verso la rigenerazione degli spazi già urbanizzati, invece che verso il consumo di nuovo suolo”.
Nei bilanci presentati da Ispra non appaiono solo i nuovi consumi, ma anche i suoli ripristinati: in Lombardia si tratta di 111 ettari, per la metà concentrati nella Città metropolitana di Milano. Nella precedente rilevazione questi territori risultavano urbanizzati o occupati da cantieri e ora invece figurano come suoli restituiti all’uso agricolo o al ripristino delle vegetazioni.
Il Regolamento sul Ripristino della Natura dell’Ue
Oggi questi ripristini sono quasi sempre associati ad interventi di riassetto delle aree svolti dopo la chiusura di cantieri. Ma l’esigenza è che i ripristini di spazi naturali all’interno delle città costituiscano anche esiti di progetti mirati e finalizzati a migliorare lo stato di salute dell’ecosistema urbano e la sua capacità di far fronte agli eventi climatici: è quanto richiede il Regolamento sul Ripristino della Natura dell’Ue.
Il regolamento stabilisce l’obiettivo al 2030 di portare a zero la perdita di spazi verdi urbani, pareggiando il bilancio tra suoli consumati e suoli rigenerati. “Riportare la natura nelle città e negli agglomerati – spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – è un obiettivo vincolante imposto dal regolamento europeo, ma è anche un impegno indifferibile per le nostre città per mitigare gli effetti della crisi climatica”.
Ai suoli permeabili e coperti di vegetazioni viene infatti assegnato un ruolo strategico per fronteggiare “eventi estremi che si prevede saranno sempre più frequenti e intensi: si pensi al suolo che dovrebbe essere restituito ai fiumi per ridurre l’intensità degli eventi alluvionali”.
I territori più colpiti dal consumo di suolo in Lombardia
I comuni lombardi che hanno visto il maggior consumo di suolo sono stati quelli che nel corso del 2025 stavano ultimando i preparativi per l’Olimpiade invernale: Milano e Livigno sono i due comuni con i più alti consumi di suolo nel 2025, segnando rispettivamente un bilancio negativo di 28 e 23 ettari di suolo, in gran parte per fare spazio alle grandi opere associate all’evento.
Ma il grosso del consumo di suolo non ha colpito il capoluogo, bensì i comuni di cintura: con 145,3 ettari di suolo consumato, la Città metropolitana è al terzo posto, superata dalla provincia di Brescia, al primo posto, che nel 2025 ha impermeabilizzato 160,8 ettari di suolo, in gran parte per far posto a capannoni ed espansioni di attività produttive.
Diverso il discorso per la provincia di Monza e Brianza, seconda in classifica ma prima nazionale quanto a suolo complessivamente urbanizzato fino ad oggi, con il 41,3%: dei 145,4 ettari di suolo scomparso in Brianza, oltre cento appartengono a comuni del tracciato della nuova Autostrada pedemontana lombarda.





