PAC post 2027, Lipu, Pro Natura e WWF: “Almeno il 35% del budget per clima e biodiversità”

Le associazioni ambientaliste criticano l’accordo parziale dei ministri dell’Agricoltura dell’UE sul futuro della Politica agricola comune, giudicandolo insufficiente per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità. La richiesta è vincolare almeno il 35% del bilancio della PAC a pratiche agricole sostenibili e alla resilienza climatica

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Lipu, Pro Natura e WWF Italia contestano l’accordo parziale raggiunto dai ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea sul futuro bilancio della Politica agricola comune (PAC) dopo il 2027. Secondo le tre associazioni, l’intesa punta su maggiore flessibilità e minori vincoli ambientali, senza garantire risorse adeguate per contrastare la crisi climatica e la perdita di biodiversità.

Per le organizzazioni ambientaliste, il futuro della PAC dovrebbe sostenere una trasformazione dei sistemi agroalimentari, rafforzando la capacità delle aziende agricole di affrontare eventi estremi e cambiamenti climatici. Al contrario, l’accordo rischierebbe di mantenere un modello che non favorisce sufficientemente la transizione ecologica e la redistribuzione delle risorse a beneficio delle aziende agricole più piccole.

La richiesta: almeno il 35% del bilancio per ambiente e clima

Lipu, Pro Natura e WWF Italia chiedono che almeno il 35% del bilancio complessivo della PAC sia vincolato alla promozione di un’agricoltura capace di tutelare la natura e rafforzare la resilienza climatica.

Secondo le associazioni, pratiche agroecologiche, colture più resistenti alle condizioni climatiche e una gestione delle risorse idriche su scala territoriale possono contribuire a ridurre la vulnerabilità dell’agricoltura a siccità, alluvioni e incendi.

Le organizzazioni criticano inoltre una visione che, a loro giudizio, rischia di indebolire le tutele ambientali, citando tra gli esempi la possibile eliminazione della protezione delle acque sotterranee. Contestano anche il sostegno ai grandi proprietari terrieri e chiedono una distribuzione più equa delle risorse verso le piccole aziende agricole.

Agricoltura e resilienza climatica

Le associazioni sottolineano che l’agricoltura è direttamente esposta agli effetti della crisi climatica e della perdita di biodiversità e può contribuire a contrastarli attraverso pratiche di gestione sostenibile del territorio.

Nel loro comunicato richiamano anche la proposta di una legge europea sulla resilienza climatica, evidenziando il rischio che non venga adeguatamente riconosciuto il ruolo del settore agricolo, sia come fonte di pressioni ambientali sia come parte delle possibili soluzioni.

Per Lipu, Pro Natura e WWF Italia, la tutela del capitale naturale è una condizione necessaria per la stessa produzione agricola. Le associazioni ritengono quindi che il sostegno pubblico al settore debba essere accompagnato da impegni concreti per l’ambiente, senza contrapporre le esigenze degli agricoltori alla protezione della natura.

Il negoziato europeo proseguirà nel 2027

L’accordo dei ministri dell’Agricoltura rappresenta una fase del percorso che porterà alla definizione del futuro bilancio europeo. Il Consiglio europeo dovrà raggiungere un’intesa complessiva sul Quadro finanziario pluriennale, mentre il Parlamento europeo dovrebbe adottare la propria posizione entro gennaio 2027.

Successivamente prenderanno avvio i negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea. Secondo le associazioni ambientaliste, il confronto offrirà ancora l’opportunità di rafforzare le risorse destinate alla transizione agroecologica e alla resilienza climatica, introducendo obiettivi ambientali più vincolanti nella futura PAC.

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