Agosto Salvacibo a Torino: così è nata la distribuzione del venerdì al Parco Dora

Maria Chiara Testagrossa racconta com'è nata questa nuova attività di distribuzione di frutta e verdura al Parco Dora di Torino in occasione dell'Agosto Salvacibo di Eco dalle Città

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Il progetto nasce da due esigenze che attraversano Eco dalle Città in questo momento. La prima è quella di trovare persone a cui dare la frutta e verdura recuperata in un periodo dell’anno, quello di agosto, durante il quale le realtà a cui normalmente consegnamo sono chiuse. La seconda esigenza è quella di ampliare l’orizzonte del recupero oltre l’assistenzialismo, entro il quale è stato un po’ relegato anche, ma non solo, a causa della grande richiesta di aiuto presente durante il periodo della pandemia. Viene quindi l’idea di una consegna diretta, in uno spazio nuovo, differente da quello abituale dei mercati, attraversato da una grande quantità e varietà di persone, certo non tutti con il bisogno di risparmiare sulla spesa.

Abbiamo avuto così la possibilità di dare frutta e verdura a tanti, ai quali si è approfittato per spiegare in cosa consiste il recupero e in che maniera ognuno di noi può fare la differenza contro lo spreco alimentare. Sono stati donati 1000 chili di cibo, l’intero quantitativo portato, soprattutto banane, pere, melanzane e zucche, suddivisi fra circa 150 persone: mamme e papà accompagnati da bambini, questi ultimi risultati più che entusiasti dell’iniziativa, signori pronti a chiamare tutti i propri amici per farli venire al nostro “banchetto”, sportivi felici di poter fare merenda al termine degli allenamenti, anziani stupiti del progetto e chiunque altro abbia attraversato quel piccolo spazio di città che ancora per le prossime tre settimane, il venerdì pomeriggio, vorrà essere un punto di distribuzione di cibo, ma anche e soprattutto di informazioni riguardo le pratiche dell’antispreco.

Di seguito il volantino che verrà distribuito in occasione dei prossimi venerdì d’agosto al Parco Dora:

Questa frutta e verdura sono state recuperate

COSA SIGNIFICA RECUPERARE?

Recuperare significa andare dai negozianti a chiedere in regalo, o ad un prezzo simbolico, i prodotti considerati da loro non più adatti alla vendita e quindi destinati ad essere presto buttati. Si tratta spesso di cibo ancora perfettamente consumabile ma non più in perfette condizioni; in poche parole: la mela ammaccata, la verza passita, lo zucchino sporco o, ancora, il prodotto in scadenza o che risulta semplicemente in eccesso di magazzino.

PERCHE’ RECUPERARE? OSSIA L’ANTISPRECO

In Italia ogni anno si buttano circa 2 milioni di tonnellate di cibo; sarebbe come dire 10.000.000.000 di mele, per produrre le quali si consumano 6.220.000.000.000 litri di acqua. Una banana, per arrivare dall’Ecuador fino a qui, impiega quasi 8 settimane di viaggio e consuma grandissime quantità di carburante per viaggiare e per essere stoccata nei frigo.

Recuperare significa quindi non sprecare cibo, ma significa anche non sprecare l’acqua utilizzata per produrlo, il carburante necessario per spostare e stoccare, il lavoro di chi coltiva e raccoglie, il costo dell’inquinamento prodotto e, perché no? anche il nostro denaro.

COME SI RECUPERA?

Chiunque può recuperare in tutti quei negozi che vendono prodotti freschi, come fruttivendoli, ma anche panettieri, formaggiai, macellai ecc… Ma prima di tutto bisogna imparare a recuperare nei nostri frigo e dispense; ognuno di noi infatti butta più di 36 chili di cibo all’anno. Evitiamo di far scadere o marcire i prodotti che abbiamo comprato e impariamo ad utilizzare anche ciò che non appare più in perfette condizioni, ma è ancora buono da mangiare. Ricorda: frutta ammaccata fa buona marmellata!