Altroconsumo e Green NCAP, le auto elettriche impattano il 30% in meno

L’analisi rivela l’impronta ecologica durante il ciclo di vita dei veicoli confrontando i veicoli elettrici con quelli convenzionali a diesel e benzina. A fare la differenza è l’alimentazione con energia da fonti rinnovabili e le piccole vetture si confermano quelle a minore impatto ambientale

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Per conoscere il reale impatto ambientale delle soluzioni di mobilità sostenibile, in particolare di veicoli elettrici, Altroconsumo, in collaborazione con ICRT, la rete internazionale di organizzazioni di consumatori di cui fa parte, ha partecipato ai test Green NCAP, l’analisi dell’impronta ecologica dei veicoli lungo il ciclo di vita degli stessi. Oltre 60 veicoli elettrici, a benzina, diesel e ibridi sono stati sottoposti all’analisi del cosiddetto Lca (Life Cycle Assessment), ovvero lo studio dell’impatto di tutti i processi di produzione e di utilizzo del mezzo fino al suo fine vita.

Gli scenari attuali ci impongono di ripensare a soluzioni maggiormente sostenibili per il nostro quotidiano. Tra gli aspetti con ampi margini di miglioramento vi è senza dubbio la mobilità. Per gli italiani l’automobile rappresenta il mezzo preferito: tra i modelli presenti sul mercato quelli elettrici risultano più sostenibili rispetto alle auto convenzionali a diesel o a benzina. Ma quanto lo sono effettivamente? Altroconsumo, in collaborazione con ICRT, la rete internazionale di organizzazioni di consumatori di cui fa parte, ha partecipato ai test Green NCAP, l’analisi dell’impronta ecologica dei veicoli lungo il ciclo di vita degli stessi. Oltre 60 veicoli elettrici, a benzina, diesel e ibridi sono stati sottoposti all’analisi del cosiddetto Lca (Life Cycle Assessment), ovvero lo studio dell’impatto di tutti i processi di produzione e di utilizzo del mezzo fino al suo fine vita.

In materia di mobilità sostenibile, dalla scorsa primavera l’ecobonus auto è tornato operativo, rappresentando un importante supporto economico per imprese, rivenditori e consumatori. I concessionari auto possono registrare sulla piattaforma online del MiSE i contratti di vendita di tutti i modelli che beneficiano degli eco-incentivi, stipulati a partire dal 16 maggio scorso. Ecobonus auto dunque pienamente operativo: da 2 a 5 mila euro per l’acquisto di auto elettriche e ibride ricaricabili (anche senza rottamazione), ma anche su alcuni modelli di diesel, benzina, Gpl e metano. Su altroconsumo.it è possibile verificare su quali modelli si applica e quanto costano applicando il bonus.

I consigli forniti da Altroconsumo in questa indagine rientrano tra le iniziative del progetto RESSS, finalizzato a orientare i consumatori nella transizione verso un’economia circolare, al fine di compiere azioni più ecologiche e rispettose dell’ambiente. Il progetto RESSS (Rendiamo semplici le scelte più sostenibili), finanziato da MiSE, ha proprio l’obiettivo di informare i consumatori su requisiti e modalità per la richiesta di Bonus, promuovendo l’accesso agli incentivi attuali messi a disposizione dal Governo. Da maggio sono state ricevute oltre 1640 richieste di contatto da parte di consumatori interessati ad avere informazioni su bonus, ecobonus e incentivi.

Lca, il ciclo di vita di un veicolo dalla produzione allo smaltimento

Il ciclo di vita di un’automobile spazia dall’estrazione e trasporto delle materie prime che servono a produrla fino alla demolizione, allo smaltimento e al riciclo delle componenti. In particolare, viene studiato l’impatto sul riscaldamento globale (cioè le emissioni di gas serra, come l’anidride carbonica) e il suo consumo di energia. I risultati dei test completi di Green NCAP sono pubblici e consultabili sul sito www.greenncap.com. Occorre tenere a mente però che l’analisi del ciclo di vita di un’auto non dipende esclusivamente dal modello in sé. Ad esempio, l’Lca di un’auto elettrica è legata infatti sia alle caratteristiche tecniche del veicolo, sia a come viene prodotta l’energia elettrica con cui la si ricarica: in quale percentuale proviene da fonti rinnovabili e in che percentuale da fonti fossili. Il risultato può quindi variare di Paese in Paese, a seconda della percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili in ognuno. L’Lca presenta qualche limite, perché diversi aspetti (come l’estrazione dei materiali o la produzione di componenti) non possono essere calcolati in modo preciso modello per modello, oppure non risultano disponibili. Questa la ragione per cui si utilizzano dati medi, provenienti da enti di ricerca specializzati, ma il risultato non è un valore tecnico univoco. In compenso, l’Lca è lo strumento migliore per confrontare l’impatto di automobili di diverso tipo, in quanto è l’unico che tiene conto dell’intero ciclo di vita.

Test Green Ncap, le prove su strada evidenziano maggiormente l’impatto ambientale dei veicoli presi in esame A differenza dei tradizionali test di omologazione delle auto, spesso quasi teorici perché realizzati solo tra le mura del laboratorio, il test Green NCAP prevede anche prove di guida su strada molto realistiche. Nelle prove di impatto ambientale in strada si nota come lo stile di guida possa incidere fortemente sui consumi di carburante e di energia della vettura. La differenza si nota soprattutto nelle auto ibride ricaricabili, cioè quelle in cui la batteria può essere ricaricata come quella di un’auto elettrica: ricaricandole spesso e viaggiando in modalità elettrica i consumi sono contenuti, mentre se non le si ricarica e si passa al motore a combustione i consumi cambiano del tutto. Per le auto tradizionali la combustione del carburante durante la guida è la fase più impattante a livello ambientale. Per quanto riguarda le auto elettriche, invece, la fase dell’Lca che impatta di più sull’ambiente è quella della produzione, in particolare delle batterie e del loro smaltimento a fine vita.

Le auto elettriche impattano il 30% in meno rispetto agli altri veicoli

Le categorie di auto nel mercato europeo vengono indicate con le lettere dell’alfabeto: i modelli presi in esame rientrano nel segmento B e C, ovvero utilitarie e auto di media grandezza. Le vetture piccole sono quasi sempre migliori delle grandi, perché hanno un peso minore, consumano di meno e richiedono batterie più piccole. Se non si hanno esigenze particolari, acquistare un’auto di media o piccola dimensione è già un buon criterio di scelta ambientale. Nel test l’auto elettrica impatta molto meno sulle emissioni di gas serra lungo l’intero ciclo di vita: circa il 30% in meno degli altri mezzi. Rispetto all’utilizzo totale di energia invece non risulta così competitiva, anche se resta il tipo di veicolo migliore; il punto di forza delle auto elettriche rispetto a quelle tradizionali è infatti l’alimentazione con energia proveniente da fonti rinnovabili. Anche se il consumo di energia totale nell’intera vita del veicolo è più o meno lo stesso, c’è il grande vantaggio che una buona parte di questa non proviene da fonti fossili, come avviene per le auto a benzina o diesel. Il maggior ricorso a un’energia pulita permette di ridurre le emissioni di anidride carbonica e degli altri gas a effetto serra.

Questi dati evidenziano quanto sia importante che sempre più energia venga prodotta da fonti rinnovabili; a tal proposito l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha tracciato nel suo report Net Zero by 2050 – A Roadmap for the Global Energy Sector (NZE 2050), pubblicato lo scorso anno, la tabella di marcia per giungere a emissioni nette nulle (net zero) di CO2 entro il 2050 e limitare la crescita della temperatura media globale a +1,5°C. Secondo lo scenario Iea le rinnovabili potranno coprire il fabbisogno elettrico mondiale al 90% e che nel 2050 il solare potrà essere la fonte più importante di energia. In questo modo anche l’impatto ambientale delle vetture elettriche calerà ulteriormente. Si richiede quindi un grande sforzo da parte degli organi governativi a livello nazionale e mondiale, affinché possano attuare concretamente un percorso di sviluppo per la produzione di energia da fonti rinnovabili.