“È il momento della responsabilità, non delle retromarce e dei se, ma e però”. Così Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano, risponde su Altraeconomia ad Anci, l’associazione dei Comuni italiani, accusata di voler compromettere l’applicazione del Piano Nazione di Ripristino (Pnr). Il provvedimento, richiesto dall’Unione Europea in attuazione del Regolamento UE (2024/1991) per il ripristino della natura, mira a garantire il recupero a lungo termine della biodiversità e della resilienza degli ecosistemi a contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e neutralità del degrado del suolo.
Ad inizio agosto su Altreconomia Pileri aveva denunciato come l’Anci, con il plauso dei costruttori, avesse tentato di affossare il Piano, chiedendo lo stralcio delle misure più ambiziose in tema ad esempio di consumo di suolo. Anci ha quindi fatto circolare una risposta all’articolo di Pileri, che secondo il docente non fa altro che confermare “un atteggiamento che rinuncia a giocare la partita ambiziosa del Regolamento europeo, preferendo fare melina dietro cavilli legali nazionali pur vigenti ma che, sappiamo bene, sono palle al piede di un’Italia che ha urgenza di cambiare rotta proprio in campo urbanistico ma che sceglie l’immobilismo conservatore”.
“Il punto centrale per il quale Anci ha stravolto il Pnr – spiega Pileri – consiste nel fatto che non accetta che siano i Comuni a doversi far carico dell’attuazione del regolamento. Peccato che è il regolamento stesso ad affermarlo. Avrebbe dovuto contestarlo due anni fa, semmai. Anci parla di un non meglio precisato ‘impegno corale’ e di risorse stabili (sulle risorse ha ragione ma se la loro mancanza diviene il pretesto per cancellare il piano, allora non li seguo). L’impegno corale credo possa essere interpretato proprio da un soggetto come Anci che rappresenta la coralità dei Comuni. Interpretato nel senso di aiutarli ad attuare un Piano nazionale di ripristino della natura ambizioso. Di aiutarli a comprenderne l’urgenza e così via. Ma al momento coralmente sta equivalendo solo a cancellare quasi tutto. In ogni caso riferire di un impegno corale senza spiegare come, non significa nulla”.
Per leggere il botta e risposta tra Pileri e Anci vai su Altraeconomia.










