ASviS: “L’Italia deve piantare 227 milioni di alberi per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU”

Il Pnrr prevede 6,6 mln di nuovi alberi entro il 2024 nelle città metropolitane, ma ne servono 227 mln in tutta Italia entro il 2030. Occorrono pianificazione attenta e risorse adeguate. L’analisi e le proposte del Position Paper ASviS

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ASviS alberi

L’ASviS ha recentemente pubblicato il suo nuovo Position Paper sulle “infrastrutture verdi urbane e periurbane”. Partendo dall’impegno europeo di piantare 3 miliardi di alberi secondo l’Agenda 2030 dell’ONU, il documento di ASviS stima che per raggiungere questo obiettivo l’Italia dovrebbe piantare circa 227 milioni di alberi nei prossimi 8 anni.

Il Position Paper è stato realizzato dal sottogruppo “Forestazione urbana e infrastrutture verdi” all’interno del Gruppo di lavoro dell’ASviS sul Goal 11 (Città e comunità sostenibili) e, parte dallo stato dell’arte dei provvedimenti presi a livello nazionale ed europeo in materia di verde urbano e formula alcune proposte per fare in modo che lo sviluppo delle foreste urbane e periurbane sia funzionale ad accrescere la resilienza delle città rispetto ai cambiamenti climatici e orientare la gestione dei beni pubblici verso la transizione ecologica.

Facendo un calcolo proporzionale tra la superficie del territorio italiano e quella dell’UE, ASviS stima che in Italia si debbano piantare circa 227 milioni di alberi nei prossimi 8 anni. Un numero enorme rispetto ai 6,6 milioni di alberi di cui il Pnrr prevede la piantumazione nelle città metropolitane entro il 2024. La discrepanza tra le intenzioni e i programmi è accentuata dal fatto che nel Pnrr mancano indicazioni fondamentali rispetto alla cura, alla manutenzione e all’irrigazione degli alberi e non viene indicato come reperire le piante da mettere a dimora.

“Bisogna concepire il verde urbano e periurbano come il fulcro di una visione ecosistemica, considerando il valore dei molteplici servizi ecosistemici offerti dagli alberi alla vita delle persone – afferma Anna Chiesura, ricercatrice Ispra, moderatrice del sottogruppo infrastrutture Verdi Urbane e Periurbane del Goal 11 – pensiamo alla capacità di cattura e sequestro dell’anidride carbonica, di termoregolazione, di mitigazione delle isole di calore urbano, di regolazione dei reflussi idrici superficiali ma anche a tutti i benefici sociali, in termini di benessere individuale e collettivo, come per esempio la possibilità di rigenerazione fisica e mentale, un elemento emerso in tutta la sua evidenza durante la pandemia”.

“Gli alberi sono fondamentali per garantire il nostro benessere in un contesto segnato dalla necessità di adattarci ai cambiamenti climatici. Le amministrazioni locali hanno un ruolo fondamentale per investire nel verde e usare i fondi del Pnrr – sostiene Chiara Gallani, assessora ambiente verde pachi e agricoltura comune di Padova, moderatrice sottogruppo Infrastrutture Verdi Urbane e Periurbane del Goal 11 Non sarà facile raggiungere gli obiettivi europei perché in Italia non sono stati coltivati alberi a sufficienza. E’ importante inoltre sapere che gli alberi non vanno solo piantati ma anche curati. A Padova abbiamo lanciato un piano straordinario di piantumazione che prevede anche la manutenzione e lo studio dei reali benefici ecosistemici apportati dal verde, partendo dalla riduzione di CO2 e PM10”.

Le proposte chiave del Position Paper

Per marcare una svolta nell’ambito della realizzazione di infrastrutture verdi nelle nostre città, e non solo, il Gruppo di lavoro all’interno del suo documento ha voluto incluedere alcune raccomandazioni di policy:

  • estendere i finanziamenti a tutti i Comuni ed enti territoriali italiani, a differenza di quanto previsto per i prossimi più ingenti stanziamenti limitati alle sole Città metropolitane, e sostenere tali politiche ambientali di incremento del capitale naturale delle città con una pianificazione specifica per il verde che accompagni il reperimento e la manutenzione nel tempo delle infrastrutture verdi.
  • monitorare lo stato di attuazione dei progetti di trasformazione urbanistica di tutte le aree di proprietà pubblica nelle città, a partire dalle aree ex militari e aree dismesse nelle zone urbane e periferiche, per svincolarle dai progetti di valorizzazione in corso, cederle gratuitamente ai Comuni e destinarle interamente a infrastrutture verdi e a usi pubblici compatibili.
  • dare maggiore cogenza alla legge n. 10/2013 con decreti attuativi per diffonderne l’implementazione presso i Comuni italiani e rafforzare la cultura del verde presso le amministrazioni e i soggetti competenti.
  • assumere come priorità nazionale da parte del Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu) in corso di riattivazione la realizzazione di boschi urbani intorno alle città, favorendo per esempio l’utilizzo dei fondi agricoli non più produttivi dei Comuni, la partnership con i privati per l’utilizzo delle aree industriali dismesse, la forestazione delle aree fluviali anche per la realizzazione dei corridoi ecologici e cunei verdi.
  • attivare una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione pubblica sul valore del verde in città, rivolta a scuole, cittadini, agricoltori e altri stakeholders, per rafforzare la consapevolezza dell’importanza della natura in città e della sua gestione sostenibile.