Auto elettriche, in Europa quota al 22% nei primi sette mesi del 2026

Le immatricolazioni di auto elettriche a batteria crescono di 5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i veicoli a combustione scendono al 29%. In Italia le Bev raggiungono l'8%, con le ibride mild hybrid al 33%. Il monitoraggio è realizzato da ICCT, Agora Verkehrswende, Alinnea, ECCO Think Tank, IMT-IDDRI e PSNM

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Nei primi sette mesi del 2026 le auto elettriche a batteria (Bev) hanno raggiunto il 22% delle nuove immatricolazioni in Europa, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dall’ultimo European Car Market Monitor, pubblicato il 28 agosto e realizzato da International Council on Clean Transportation (Icct), Agora Verkehrswende, Alinnea, Ecco Think Tank, Imt-Iddri e Psnm.

La crescita dell’elettrico si accompagna a una riduzione della quota delle auto con motore a combustione interna, mentre prosegue l’espansione delle diverse tecnologie ibride.

In Europa le Bev raggiungono il 22%

Nel periodo gennaio-luglio 2026 le Bev rappresentano il 22% delle nuove immatricolazioni europee, contro il 17% dello stesso periodo del 2025. A luglio, la quota mensile ha raggiunto il 24%.

Le ibride plug-in (Phev) hanno raggiunto il 10%, con una crescita di un punto percentuale. Anche le full hybrid sono salite di un punto, arrivando al 14%, mentre le mild hybrid hanno raggiunto il 24%.

Nello stesso periodo, le auto con motore a combustione interna hanno invece registrato una quota del 29%, in calo di 9 punti percentuali rispetto ai primi sette mesi del 2025.

Italia all’8% per le auto elettriche

L’Italia registra una crescita più contenuta rispetto ai principali mercati europei, ma anche nel nostro Paese la quota delle Bev è aumentata.

Tra gennaio e luglio 2026 le auto elettriche a batteria rappresentano l’8% delle nuove immatricolazioni italiane, tre punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota italiana resta quindi distante da quella di Germania e Francia, rispettivamente al 26% e al 29%.

La componente ibrida assume invece un peso rilevante nel mercato italiano. Le mild hybrid raggiungono il 33% delle immatricolazioni, il valore più elevato tra i dieci principali mercati europei analizzati dal monitoraggio.

Nei Paesi nordici le quote dell’elettrico sono sensibilmente più alte: Norvegia e Danimarca raggiungono rispettivamente il 98% e l’80%, mentre Finlandia, Islanda e Svezia si attestano rispettivamente al 49%, 44% e 42%. La Danimarca registra inoltre l’incremento più consistente rispetto al 2025, pari a 16 punti percentuali.

Emissioni delle nuove auto vicine agli obiettivi Ue

Il monitoraggio analizza anche l’andamento delle emissioni di CO₂ dei gruppi automobilistici rispetto agli obiettivi fissati dalla normativa europea.

Tra gennaio 2025 e luglio 2026 le emissioni medie corrette dei gruppi di costruttori si sono attestate intorno a 94 g di CO₂/km, circa un grammo sopra l’obiettivo medio Ue di 93 g/km previsto per il periodo 2025-2027. Nel solo periodo gennaio-luglio 2026 la media, prima dell’applicazione dei crediti di conformità, è stata di 93 g/km.

Il monitoraggio ricorda che la verifica della conformità agli obiettivi 2025-2027 sarà effettuata alla fine del 2027 sulla media delle emissioni registrate nel triennio.

Il contributo delle diverse motorizzazioni

La diffusione delle auto elettriche incide anche sulla media delle emissioni delle nuove immatricolazioni. Nei primi sette mesi del 2026, considerando i veicoli con motore a combustione, comprese full hybrid e mild hybrid, la media è stata di 130 g di CO₂/km.

L’inclusione delle ibride plug-in porta il valore a 120 g/km, mentre la quota crescente delle Bev determina una riduzione ulteriore di 27 g/km nella media delle nuove immatricolazioni.

Tra i principali gruppi automobilistici europei, Bmw Group ha registrato la quota più alta di Bev nel periodo gennaio-luglio, pari al 29%. Mercedes-Benz ha aumentato la propria quota elettrica di 9 punti percentuali rispetto al 2025, mentre Hyundai e Renault sono cresciute di 7 punti. Toyota ha più che raddoppiato la propria quota, passando dal 4% al 10%.

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