Bonaccini: strade a priorità ciclabile nel codice della strada, le chiedono le Regioni

La strada ciclabile è quella strada secondaria con poco traffico dove le bici possono avere priorità sui mezzi a motore a vantaggio della sicurezza dei ciclisti. Il presidente delle Regioni ha inviato alla Commissione Trasporti eal Ministro una proposta di emendato al testo di modifica al codice della strada

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Il presidente delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha inviato alla Commissione Trasporti della Camera dei deputati e al Ministro dei trasporti una  proposta di norma emendativa al testo unificato di modifica al codice della strada, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome su richiesta della Regione Puglia, per introdurre la definizione e la segnaletica di strada ciclabile.

La strada ciclabile, come già esistente in diversi paesi europei, è quella strada secondaria con poco traffico dove le bici possono avere priorità sui mezzi a motore a vantaggio della sicurezza dei ciclisti di tutte le età, in quanto utilizza la viabilità minore esistente senza costi economici e ambientali per nuove realizzazioni infrastrutturali.

Gli emendamenti approvati dalla Conferenza delle Regioni nella proposta elaborata dalla Regione Puglia sono due: il primo riferito al codice della strada, che indica le strade ciclabili quali appartenenti o assimilabili ai tipi E ed F, e alle strade di servizio, a traffico basso o nullo così come individuate dalla Legge nazionale sulla mobilità ciclistica n. 2/2018,  che ricadono lungo corridoi ciclabili  o ciclovie,  sia urbani che extraurbani, appositamente segnalate ed eventualmente oggetto interventi di sicurezza dei ciclisti.

Il secondo emendamento, che riguarda una modifica del regolamento attuativo del codice della strada, specifica le caratteristiche delle strade ciclabili: divieto di circolazione di veicoli con peso superiore a 3,5 tonnellate, fatti salvi i mezzi agricoli e forestali; limitazione della velocità di 30 km/h per tutti i veicoli; divieto di sorpasso dei ciclisti da parte dei mezzi a motore a meno che la sezione della strada non consenta un franco di sicurezza pari a 1,5 metri tra l’automobile sorpassante e il ciclista sorpassato; possibilità per i ciclisti di marciare per due. Attualmente pedalare affiancati è vietato salvo che non ci sia un adulto e un minore.

La carenza di tale norma nel codice della strada, a differenza di molti Paesi europei, pregiudica l’utilizzo e la valorizzazione di strade esistenti a traffico basso o nullo, che potrebbero così diventare a priorità ciclabile, a vantaggio dello sviluppo della mobilità in bicicletta, ritenuta sempre più rispondente alle misure anticovid sul distanziamento interpersonale.  Il DL Semplificazioni, ha di recente introdotto la definizione di strada ciclabile ma solo riferita all’ambito urbano e senza indicare alcuna segnaletica. La proposta approvata dalla Conferenza delle Regioni è più complessiva e organica, colma un vuoto normativo, interviene sulla viabilità comunale ed extraurbana e indica anche un’apposita segnaletica simile a quella belga e olandese. La norma, se introdotta nel codice della strada, consentirà immediatamente alle Regioni e agli enti proprietari delle strade, di dare immediata attuazione ai rispettivi piani della mobilità ciclistica, alla realizzazione delle ciclovie nazionali volute dal Ministero e aumenterà la percezione della sicurezza stradale da parte dei ciclisti.