Nuovo Dpcm, nessuna novità sul fronte dei trasporti pubblici

Nel nuovo decreto non c'è alcuna novità per affrontare i nodi del trasporto pubblico legati agli assembramenti. Si era parlato di una possibile riduzione del limite di riempimento dei mezzi al 50% e invece il limite rimane all'80%

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“Sono molto preoccupato per i trasporti, perché il distanziamento è ancora più importante in questa fase”, aveva detto qualche giorno fa Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Parole che sembrano rimaste inascoltate. Nel nuovo Dpcm 13 ottobre 2020 appena licenziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri non c’è alcuna novità sul trasporto pubblico. Si era parlato di una possibile riduzione del limite di riempimento dei mezzi al 50%, rispetto alla capienza massima, e invece il limite rimane all’80%

Probabilmente le aziende del Tpl hanno spaventato il Governo, quando hanno fatto presente attraverso un rapporto dell’ufficio studi ASSTRA, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblico locale, che “se si verificasse una riduzione ulteriore del riempimento dei mezzi, risulterebbe difficile per gli operatori continuare a conciliare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 e garantire allo stesso tempo il diritto alla mobilità per diverse centinaia di migliaia di utenti ogni giorno, con il conseguente rischio di fenomeni di assembramento alle fermate e alle stazioni” e di un aumento della mobilità privata con conseguenze dirette sul traffico e sull’inquinamento.

Sono destinati quindi a non risolversi i problemi di grande assembramento su bus, tram e metropolitane di tante città, anche perché in questo momento non sono previsti interventi per ampliare i parchi mezzi e le corse. Nel nuovo Dpcm a questa voce c’è solamente un auspicio rivolto alle Regioni:

L’Aumento delle corse dei mezzi di trasporto, soprattutto durante le ore di punta, è fortemente auspicabile anche mediante gli strumenti previsti dalla recenti norme sopra richiamate.

Tali servizi aggiuntivi, ove dichiarati indispensabili dagli Enti di governo del trasporto pubblico locale in ciascuna Regione per assicurare il servizio con l’avvio dell’anno scolastico, sulla base di un piano che tenga conto del numero di utenti e degliorari di ingresso e di uscita dagli istituti scolastici, sono considerati come essenziali anche ai fini del finanziamento a carico di un fondo straordinario ovvero del fondo nazionale TPL di cui alla Legge 228/2012 e successive modificazioni, per le Regioni a Statuto Ordinario, e di un fondo straordinario per le Regioni a Statuto Speciale e le Province autonome. In tale contesto il Governo provvederà a stanziare nella legge di bilancio per l’anno 2021 risorse per 200 milioni di euro per le Regioni e per 150 milioni di euro per le province e i comuni. Le risorse già stanziate a favore delle Regioni per i mancati introiti delle aziende di trasporto pubblico, conseguenti alla ridotta capacità di riempimento prevista dalle disposizioni vigenti, e per gli enti locali per la riduzione delle entrate di cui al decreto legge n.104 del 2020 , potranno essere a seguito di apposita modifica normativa utilizzate anche per i servizi aggiuntivi. Il Governo, a consuntivo, al netto dell’aumento delle entrate da bigliettazione per la maggiore capienza prevista dalle presenti linee guida, verificherà la necessità di riconoscere le eventuali ulteriori risorse.Tuttavia la partita non si chiude qui. La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, ha convocato per mercoledì 14 ottobre, alle ore 16.30 le associazioni rappresentative delle aziende del Trasporto Pubblico Locale, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, di Anci e di Upi per un confronto sulle misure di contenimento dei contagi sui mezzi pubblici.
Tutte le misure sul trasporto pubblico previste dal nuovo Dpcm sono contenute negli allegati 14 e 15: allegati Dpcm 13 ottobre 2020 (pdf)