Le ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno diventando un fattore di rischio crescente per il mondo del lavoro. A lanciare l’allarme è Greenpeace Italia, che ha presentato il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore“, elaborato utilizzando i dati del sistema Worklimate e con il contributo della Cgil.
Per richiamare l’attenzione sul tema, l’associazione ambientalista ha organizzato un’iniziativa simbolica davanti al Colosseo, collocando tre statue di ghiaccio raffiguranti alcune delle categorie professionali maggiormente esposte alle alte temperature: una bracciante agricola, un operaio edile e un rider.
Più giornate a rischio caldo
Secondo il report, tra il 2021 e il 2025 la frequenza delle giornate estive con rischio caldo elevato è aumentata del 60%, arrivando a rappresentare il 38% delle giornate analizzate.
Nello stesso periodo, una media di 670 mila lavoratori al giorno si è trovata potenzialmente esposta a condizioni di rischio elevato, con punte che hanno raggiunto 1,5 milioni di persone. Il dato corrisponde a circa il 9% degli occupati nelle aree provinciali e metropolitane dei capoluoghi di regione considerati nello studio.
Roma e Milano le città più esposte
La città con il maggior numero di lavoratori potenzialmente esposti al caldo è Roma, con oltre 213 mila persone coinvolte ogni giorno durante il periodo estivo. Seguono Milano con circa 165 mila lavoratori, Napoli con 57 mila, Torino con 48 mila, Bologna con 37 mila e Bari con 33 mila.
Roma e Milano risultano inoltre le città con la maggiore incidenza di giornate estive a rischio caldo elevato, pari a circa il 50% del totale. Seguono Cagliari e Bologna, rispettivamente con il 48% e il 46%.
I settori più vulnerabili
Le categorie maggiormente esposte sono quelle che richiedono attività fisica intensa e lavoro all’aperto. In particolare, il rapporto individua nel settore delle costruzioni la categoria più numerosa, con una media di 251 mila lavoratori esposti ogni giorno durante l’estate.
Seguono il comparto del trasporto merci, della logistica e dei rider con 243 mila persone, i servizi di manutenzione del verde e degli edifici con 125 mila lavoratori e il settore agricolo e forestale con circa 48 mila addetti.
Secondo Greenpeace, il caldo estremo aumenta il rischio di malori e problemi sanitari soprattutto nelle attività che richiedono uno sforzo fisico elevato, rendendo fondamentali misure come pause frequenti, disponibilità di acqua, aree ombreggiate e una diversa organizzazione degli orari di lavoro.
Il legame con la crisi climatica
Nel rapporto l’associazione collega l’aumento delle ondate di calore alla crisi climatica causata dalle emissioni di gas serra derivanti dall’utilizzo di combustibili fossili. Greenpeace sostiene la necessità di accelerare la transizione energetica e rafforzare le misure di adattamento climatico per proteggere lavoratori e cittadini dagli effetti delle temperature estreme.
Secondo l’organizzazione, oltre agli interventi di prevenzione e tutela nei luoghi di lavoro, saranno necessari investimenti strutturali per ridurre la vulnerabilità dei territori e affrontare un fenomeno che, da evento eccezionale, sta assumendo caratteristiche sempre più permanenti.










