Clima Caldo Francia, esperti chiedono legge di emergenza climatica: “Siamo traumatizzati”

Caldo Francia, esperti chiedono legge di emergenza climatica: “Siamo traumatizzati”

Oltre 90 economisti, climatologi e personalità autorevoli francesi hanno firmato un editoriale pubblicato su Le Monde per chiedere una legge di emergenza climatica per fermare l'espansione delle energie fossili e ridurre al più presto le emissioni di gas serra. Tra le misure, il divieto a tutte le imprese francesi di finanziare e partecipare a nuovi progetti fossili, il reato di "globocidio" e l'istituzione di un fondo verde. "Siamo traumatizzati dai dieci giorni di ondata di caldo: la legge rientra nella nostra sopravvivenza collettiva"

Caldo Francia

Diverse decine di scienziati francesi chiedono una “legge di emergenza climatica“. Al fianco di economisti e personalità autorevoli, gli esperti hanno denunciato in un editoriale “la presa dell’industria fossile”, ritenuta responsabile del riscaldamento globale all’origine della moltiplicazione delle ondate di caldo che hanno colpito l’Europa e soprattutto la Francia nelle ultime settimane. “Siamo collettivamente traumatizzati dai dieci giorni di ondata di calore da cui stiamo uscendo”, scrivono gli autori della rubrica pubblicata il 6 luglio sul quotidiano Le Monde su iniziativa dell’associazione Bloom.

Firmata da oltre 90 persone, tra cui in particolare i climatologi Christophe Cassou e Valérie Masson-Delmotte, il paleoclimatologo Jean Jouzel e l’economista Thomas Piketty, l’articolo mette in evidenza il dolore “incommensurabile” attraversato dai francesi negli ospedali o nelle scuole: “Abbiamo sentito nella nostra carne le conseguenze del cambiamento climatico”, si legge.

Caldo Francia: cosa chiedono i firmatari

La storica ondata di caldo di giugno in Europa ha causato un aumento di mortalità nella misura di migliaia di persone in Francia, Spagna e Belgio. Mentre una nuova ondata imperversa in Francia e in Europa, i firmatari chiedono una legge di emergenza climatica che “rientra nella nostra sopravvivenza collettiva“.

Tra le priorità di questa legge figura il divieto a tutte le imprese francesi di finanziare e partecipare, direttamente o indirettamente, all’apertura di nuovi progetti fossili in Francia o all’estero. Le altre misure dovrebbero riguardare la soppressione di tutte le sovvenzioni alle energie fossili, il divieto di lobbying e il riconoscimento del crimine di “globocidio”, che consiste nel mettere in pericolo l’intera biosfera.

Citata più volte nell’editoriale e accusata di “cinismo”, la major petroliera francese TotalEnergies è stata criticata in particolare per aver annunciato di investire in un nuovo progetto fossile negli Emirati Arabi Uniti “il 24 giugno 2026, cioè il giorno più caldo della storia francese”. L’indicatore termico nazionale, ossia la media delle temperature diurne e notturne in 30 stazioni di riferimento, ha raggiunto un record di 30 °C in quella data, secondo i dati di Météo France.

I firmatari chiedono, infine, un fondo verde. Il riferimento è al fondo creato nel 2023 per finanziare i progetti delle collettività locali destinati ad accelerare la transizione ecologica, dotato di 20 miliardi di euro: oggi raccoglie meno di un miliardo. “La chiaroveggenza e lo spirito di responsabilità – conclude la nota – richiedono che il governo e i parlamentari disarmino l’industria fossile attraverso questa legge”.