La prima legge sulla raccolta differenziata dei rifiuti in Italia vede la luce il primo luglio 1993 ed è figlia di una serie fortunata di coincidenze che si addensano in un breve periodo che va dal dicembre del ’92 al giugno ’94: l’imprevista era della giunta rosaverde alla guida della Lombardia che, dalla sua istituzione nel 1970, è sempre stata guidata dalla destra.
La legge 21/93 della Lombardia nasce per iniziativa dell’assessore all’Ambiente Carlo Monguzzi, Verde, riconosciuto capo del movimento ambientalista lombardo, ex presidente regionale di Legambiente. D’intesa con la presidente della giunta Fiorella Ghilardotti, del Pds, Monguzzi prepara un provvedimento in 42 articoli. Il cuore della legge è l’articolo 7, che indica gli obiettivi da raggiungere ai comuni: il 10% di differenziata entro il 30 luglio del 1994; il 25% entro quattro anni dall’approvazione della legge regionale.
In aula il provvedimento ha per relatore ìl capogruppo dei Verdi Camillo Piazza. La maggioranza, che oltre ai voti di Pds e Verdi può contare sull’appoggio esterno di socialisti, democristiani e radicali, approva senza defezioni. Non è un risultato scontato. Sono molti i consiglieri che, a mezza voce, parlano di una legge inapplicabile, di obiettivi presuntuosi, di complicazioni fastidiose e persecutorie per i cittadini. Le legge, infatti, prevede multe per chi viola le disposizioni. Sanzioni contenute, da 50 a 100 mila lire, ma pur sempre poco gradite. La legge viene votata anche dagli scettici, ma il retropensiero è che finirà in niente o quasi. Che sarà un fallimento.
Accadrà, invece, il contrario con grande sorpresa degli osservatori e anche un po’ degli stessi proponenti. L’obiettivo del 10 per cento viene raggiunto agilmente nel primo anno di applicazione della legge 21. A tirare è la raccolta della carta e del vetro. Dodici mesi dopo la sua approvazione si viaggia verso il 20%, raddoppiando l’obiettivo. A Milano e in tutti i capoluoghi lombardi – compresi quelli a guida leghista che in quel periodo registra il suo primo boom elettorale – le amministrazioni accettano la sfida e si organizzano. Anche ai “barbari” lombard la raccolta differenziata piace.
Il ’93 è anche l’anno in cui inizia il tramonto delle discariche. A dicembre Monguzi e Ghilardotti revocano la concessione a realizzare una megadiscarica nel comune di Buscate, nel nord est milanese. E’ un atto di coraggio che all’assessore e alla sua presidente può costare guai giudiziari e corpose richieste di danni. A Buscate si fa festa: il comitato antidiscarica ha vinto una battaglia durissima dopo 880 giorni di presidio contro le ruspe.
Se la giunta rosaverde ha scelto di revocare le autorizazioni è perché la raccolta differenziata, ormai, è divenuta legge. Quella legge rappresenterà la base della legge nazionale sui rifiuti calata, alla fine degli anni ’90, dal ministro dell’Ambiente Edo Ronchi.
Carlo Monguzzi, nel 2023, riceverà la cittadinanza onoraria dal Comune di Buscate. E’ il riconoscimento di un coraggio e di una lungimiranza non comune. E’ anche un gesto d’affetto verso un politico che ha creduto, a fondo, nella possibilità di difendere l’ambiente dal malaffare e dallo scempio del territorio.
Carlo Monguzzi ci ha lasciato a causa di un tumore molto aggressivo, che non gli ha lasciato scampo, lo scorso 13 marzo. Non lo rimpiangeremo mai abbastanza.











