Cenoni e sostenibilità: 5 consapevolezze basate sulla scienza per ridurne l’impatto climatico

Studio Fieschi, realtà di riferimento nella consulenza sulla sostenibilità, ha raccolto cinque curiosità sugli impatti climatici di ciò che consumiamo nei pasti delle feste di fine anno

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Le feste di fine anno portano con sé numerose occasioni per sedersi a tavola con amici e familiari. E sebbene in questi giorni ci dobbiamo concedere un po’ di leggerezza, è altresì vero che una società che ha capito che deve rendere i suoi consumi più sostenibili non dovrebbe abbassare la guardia neanche in queste circostanze.

Attenzione, però, non è possibile parlare di sostenibilità (in questo caso principalmente ambientale) senza dati: a orientare le nostre scelte devono essere informazioni basate su metodi affidabili di misurazione degli impatti. Viceversa si rischia di incappare in falsi miti.

Da questo punto di vista l’analisi del ciclo di vita (LCA) è la metodologia su cui c’è il maggior consenso della comunità scientifica internazionale. Studio Fieschi & soci, realtà consulenziale sui temi della sostenibilità che vede nel suo organico alcuni dei più autorevoli professionisti dell’LCA, ha raccolto alcuni consigli per alleggerire l’impatto climatico, cioè le emissioni di gas a effetto serra, dei cenoni delle feste di fine anno.

Un menù con piatti di carne, ma quale ha un impatto climatico minore?

È noto ormai che in generale gli impatti di un pasto a base di carne sono superiori a quelli di uno vegetale. Detto ciò, per coloro che non vogliono rinunciare alle proteine animali è utile conoscere quali tipi di carne hanno impatti maggiori.

Le emissioni dei gas clima alteranti (chiamati anche gas a effetto serra) sono valutate in relazione alla produzione di un chilogrammo di carne e l’indicatore ambientale che esprime il loro impatto climatico è il potenziale di riscaldamento globale in 100 anni (GWP100), misurato in chilogrammi di CO2 equivalente (CO2e). 

Secondo lo studio «Environmental Footprint of Food production» (Ritchie H. et al. 2020), riportato da Our World in Data, la classifica delle carni più impattanti per la produzione di un chilogrammo è la seguente:

  1. Bovina: 99 kg di CO2 equivalente
  2. Ovina: 40 kg di CO2 equivalente
  3. Suina: 12 kg di CO2 equivalente
  4. Pollame: 10 kg di CO2 equivalente

La sostenibilità dei vini che acquistiamo: l’importanza della bottiglia e del frigorifero

Spesso facciamo fatica a mettere a fuoco da dove possono derivare gli impatti, in questo caso le emissioni di CO2, di ciò che acquistiamo. Per quanto riguarda i vini, ad esempio, è bene sapere che al di là dei metodi di produzione, secondo alcune EPD (Environment Product Declaration) pubbliche è la produzione e il trasporto delle bottiglie ad avere impatti considerevoli, che per i vini spumanti possono arrivare al 45% del totale. A parità degli altri fattori, dovremmo quindi optare per le bottiglie più leggere, fermo restando che nel caso degli spumanti la bottiglia non può scendere sotto determinate soglie poiché deve essere in grado di contenere pressioni elevate.

Un ulteriore consiglio pratico: il raffreddamento delle bottiglie in frigorifero si traduce a sua volta in emissioni di CO2. Nei mesi invernali, quindi, sfruttiamo il clima rigido per refrigerarle, ricordandoci però che un frigorifero vuoto è poco sostenibile perché controintuitivamente consuma di più.

La preparazione dei dolci: quale cioccolato produce meno emissioni?

Anche per la preparazione dei dolci per le feste di fine anno la raccomandazione generale è quella di orientarsi su prodotti locali. Ma quando si tratta di cioccolato, ingrediente molto presente nei nostri dolci, ci sono differenze in relazione alle emissioni di gas a effetto serra?

Secondo questo studio, impostato sempre sulla LCA, sì: dalle analisi condotte, risulta infatti che le emissioni dei gas climalteranti calcolate per 1 kg di cioccolata fondente sono di circa la metà rispetto a quello della cioccolata al latte e bianca. Una differenza dovuta in larga parte all’assenza nella produzione del fondente della polvere di latte.

La scelta della frutta: se un ananas produce più emissioni della produzione della carne

La frutta che acquistiamo in alcuni casi percorre molti chilometri per arrivare sulle nostre tavole. È il caso di alcuni frutti esotici che per essere consumati freschi vengono trasportati in aereo. Una forma di consegna che è molto più impattante rispetto ad altri mezzi di trasporto, come quella via nave: un chilo di prodotto che viaggia per mille chilometri via nave produce infatti 10 grammi di CO2e, mentre via aerea 1.130 grammi.

Secondo Our World in Data, le emissioni per la produzione di un chilogrammo di ananas ammontano a 930 grammi di CO2e. Ipotizzando, ad esempio, di portarne uno da 2kg dal Centro America al porto di Genova (10.000 km, molto indicativamente), per il trasporto navale si ottiene un’emissione di 200 grammi di CO2 equivalente, che porta gli impatti a 1.130 grammi di CO2e.

In caso di trasporto aereo, si ottiene un’emissione per il trasporto di 22.600 grammi di CO2e, che porta gli impatti totali a 23.500 grammi di CO2e, cioè più degli impatti della sola produzione di un chilogrammo di carne suina. Anche per questo motivo, se possibile, dobbiamo sempre prediligere frutta locale di stagione.

Gli ospiti sono andati via, come lavo la montagna di piatti?

Sì, succede proprio così: una tavolata da venti persone genera una quantità enorme di stoviglie da lavare. A questo punto potrebbe sorgere un legittimo dubbio: per il pianeta è meglio ricorrere al lavandino o alla lavastoviglie (per chi ce l’ha)?

Secondo lo studio “A guide to household manual and machine dishwashing through a life cycle perspective” (G. Y. Porras et al., 2020) non ci sono dubbi a riguardo: il consumo di acqua nei lavaggi manuali, se fatti facendo scorrere l’acqua corrente, è più del doppio rispetto a quelli in lavastoviglie, così come le emissioni di gas a effetto serra.

Acqua e CO2 equivalente calcolati su quattro carichi di lavaggio a settimana, per 10 anni:

Lavaggio manuale: 5.600 kg CO2 equivalente | 129.461 litri di acqua

Lavastoviglie: 2.100 kg CO2 equivalente | 61.702 litri di acqua