‘Che Caldo che Fa’ di Legambiente fa tappa a Milano

Giunta alla seconda edizione, l'iniziativa vuole affrontare il problema delle disuguaglianze economiche e sociali della popolazione rispetto alle ondate di calore - la cosiddetta cooling poverty - attraverso azioni di monitoraggio e analisi delle condizioni urbane effettuate dai cittadini stessi. L'obiettivo è quello di formulare proposte concrete per stimolare le amministrazioni comunali a intervenire.

La campagna ‘Che Caldo che Fa’ di Legambiente fa tappa a Milano. Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa vuole affrontare il problema delle disuguaglianze economiche e sociali della popolazione rispetto alle ondate di calore – la cosiddetta cooling poverty – attraverso azioni di monitoraggio e analisi delle condizioni urbane effettuate dai cittadini stessi. L’obiettivo è quello di formulare proposte concrete per stimolare le amministrazioni comunali a intervenire.

L’appuntamento a Milano è per martedì 30 giugno in Piazza Pietro Frattini alle ore 10.30, dove verranno illustrati i dati climatici rilevati nel quartiere Giambellino, al centro dell’iniziativa, nei suoi punti di interesse civico (poste, scuole, mercati, TPL, farmacie, giardini, etc.), sovrapponendola con i dati Istat sul reddito e i parametri socio-economici.

Intervengono: Elena Grandi, Assessora all’Ambiente e Verde, Comune di Milano*; Marco Mazzei, Assessore allo Spazio Pubblico e Edilizia Scolastica, Comune di Milano*; Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia; Federico Del Prete, Responsabile mobilità e spazio pubblico, Legambiente Lombardia; Agostino Cullati, Segretario di Presidenza con delega all’Ambiente e alla Transizione ecologica, ACLI milanesi; Giulia Summa, Consigliere rappresentante della gioventù, Croce Rossa Italiana; Maria Francesca Talamo, gruppo Uso Efficiente dell’Energia, Ricerca sul Sistema Energetico – RSE; Seyedshayan Shahrestani, eERG / DAStU, Politecnico di Milano
*In attesa di conferma

Programma: 
h 10:30 apertura alla cittadinanza dello spazio tappa
– misurazioni gratuite dei parametri fisiologici dei cittadini a cura di Croce Rossa Italiana
– restituzione dei parametri climatici rilevati nel quartiere Giambellino a cura di Legambiente
– interventi delle autorità e degli ospiti

h 11:30 Flash mob “Che Caldo Che Fa”

Cos’è la cooling poverty

A causa della crisi climatica, le temperature urbane estive hanno raggiunto livelli critici in diverse città italiane, con valori superiori ai 40°C per più giorni consecutivi e impatti significativi sulla salute pubblica. Questo fenomeno è aggravato dall’effetto isola di calore urbana che rende le città più calde rispetto alle aree circostanti (anche di 4°C) a causa della cementificazione, della scarsa presenza di aree verdi, della presenza di impianti di condizionamento e della densità abitativa e di veicoli a combustione.  

Le ondate di calore non colpiscono in modo uniforme la popolazione. Esistono forti diseguaglianze termiche tra quartieri con diverse caratteristiche economiche e infrastrutturali. Nei quartieri a basso reddito, la mancanza di spazi verdi e di soluzioni di raffrescamento aumenta l’esposizione al caldo e il rischio di malori, mentre nei quartieri più benestanti si trovano condizioni che mitigano il calore: parchi e aree verdi, ventilazione naturale, accesso a impianti di climatizzazione. 

Questa disuguaglianza si definisce cooling poverty (povertà di raffrescamento), la povertà energetica legata all’incapacità di mantenere una temperatura confortevole in casa (accedere a fonti di raffrescamento come aria condizionata, climatizzatori, deumidificatori o comuni ventilatori) durante i periodi di caldo estremo sempre più crescenti, ma anche negli spazi pubblici delle città, dei quartieri e dei loro servizi che non sono progettati adeguatamente per offrire il diritto al raffrescamento.

L’iniziativa nelle altre città

In 6 città, Napoli, Milano, Terni, Roma, Torino e Bari, grazie ai nostri volontari e volontarie, i Circoli e i Comitati Regionali, mapperemo le disuguaglianze termiche esistenti tra alcuni quartieri, monitorando la presenza di infrastrutture verdi e blu (spazi acquatici naturali o artificiali), raccogliendo dati sul campo (Social Citizen Science) e redigendo report di approfondimento. 

L’obiettivo della campagna Che Caldo Che Fa! è duplice: da un lato, evidenziare le criticità urbanistiche presenti in molte città italiane, soprattutto nei quartieri più svantaggiati; dall’altro, sottolineare le diseguaglianze che le alte temperature hanno sulla popolazione, perché il caldo eccessivo impatta in particolare su bambini e anziani. 

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