Nella Giornata mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, il cartellone del Festival CinemAmbiente 2026 si infittisce di eventi dentro e fuori dalle sale. Tra gli appuntamenti del 4 giugno di CinemAmbiente troviamo i tre film in gara nel Concorso documentari: Social Landscapes sull’alterazione della percezione dei luoghi che visitiamo indotta dagli algoritmi di internet, da Tripadvisor e dai social, Arctic Link sulle nuove rotte digitali globali che arrivano anche nell’Alaska più sperduta e Desert Passages sul prosciugamento del fiume Colorado, un tempo linfa vitale del West americano.
Nella sezione Made in Italy, l’anteprima nazionale di I nemici del popolo, una favola nera sui giganti del petrolio e le conseguenze dell’industria estrattiva sulle comunità locali. Verrà poi proiettato il film Lessons in Fire, in cui i vigili del fuoco portoghesi e finlandesi combattono fianco a fianco contro gli incendi ormai diffusi in tutta Europa, introdotto da Luca Mercalli Ci sarà poi il panel del focus Scienza e (in)coscienza per approfondire il rapporto tra scienza, attivismo ed eco-ansia, interrogandosi anche sul ruolo del linguaggio nella comunicazione della crisi climatica
Per festeggiare la Giornata mondiale dell’Ambiente, l’iniziativa speciale di CinemAmbiente Campus, con cui gli studenti del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino trasformeranno l’area di fianco al Cinema Massimo in un laboratorio open air. Infine, la mostra fotografica Blue Thread di Anne de Carbuccia al Castelletto di San Mauro Torinese dedicata al ghiacciaio Presena e il nuovo film della regista e artista corsa Children of the Anthropocene.
Di seguito il programma diviso per sezione. Qui è disponibile il programma completo di CinemAmbiente, sia della giornata del 5 giugno che delle restanti: il Festival si chiuderà domenica 7.
Concorso documentari il 5 giugno a CinemAmbiente
Tre i titoli proposti all’interno del Concorso documentari. Con Social Landscapes (ore 17:00, Cinema Massimo – Sala 1) il regista svizzero Jonas Meier si mette in viaggio per capire come cambia la nostra percezione dei luoghi che visitiamo in un mondo sempre più iperconnesso. Quanto le nostre aspettative e le nostre osservazioni sono predeterminate e condizionate dalle recensioni e dai commenti letti su Tripadvisor o sui social media?
Dalla frontiera indo-pakistana dove si svolge la cerimonia del Wagah Border alle città-fantasma della Cina, dai paradisi naturali alle trappole per turisti, il film attraversa i continenti accompagnato dalle valutazioni del web, lette da una sintetica voce fuoricampo, interrogandosi su ciò che resta di un luogo quando è un algoritmo a modellare la nostra immaginazione prima che ci abbiamo messo piede e invitandoci a riflettere sul confine sottile tra percezione e realtà. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.
Nell’epoca in cui immense autostrade di cavi sottomarini ridefiniscono le nuove rotte digitali globali, Arctic Link (ore 19:00, Cinema Massimo – Sala 1) dello svizzero Ian Purnell si imbarca su una grande nave cargo impegnata in una missione particolare: calare migliaia di chilometri di fibra ottica nelle acque dell’Oceano Pacifico per cablare le Isole Aleutine, in Alaska, uno dei pochi posti al mondo ancora del tutto privi di connessione internet.
Di fronte alla rivoluzione in arrivo, nelle isolate comunità locali serpeggiano sentimenti contrastanti, in cui le aspettative degli abitanti per le infinite possibilità offerte dalla Rete e per l’apertura dei nuovi canali di contatto con il resto del mondo si mescolano al timore per un cambiamento avvertito come radicale e destinato a incidere profondamente sulle loro vite. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.
Produzione irlandese diretta da Kevin Brennan e Laurence Durkin, Desert Passages (ore 21:00, Cinema Massimo – Sala 1) segue il corso del fiume un tempo linfa vitale del West americano, il Colorado, che oggi si sta prosciugando per effetto del cambiamento climatico e dell’eccessivo sfruttamento. A fare le spese di una crisi idrica senza precedenti sono soprattutto le comunità indigene, che stanno di fatto perdendo l’accesso all’acqua, mentre a Las Vegas si continuano a costruire stravaganti attrazioni acquatiche e la California erige nuove dighe per dissetare le sue città.
Il massiccio prelievo a monte sta prosciugando il basso corso del fiume, aggiungendo un ulteriore elemento di tensione sul turbolento confine tra gli Usa e il Messico – dove il Colorado non riesce più nemmeno a raggiungere la sua foce – e anticipando il prevedibile esito dell’incombente guerra per l’acqua tra Paesi ricchi e Paesi poveri. La proiezione sarà seguita da un incontro con i registi.
Concorso cortometraggi
Il 5 giugno prosegue in parallelo il Concorso cortometraggi di CinemAmbiente, che nel pomeriggio presenta il suo secondo programma (dalle ore 15:30, Cinema Massimo – Sala 1), composto da 5 titoli. Il francese Équarrisseurs (Flayers) di Hippolyte Burkhart-Uhlen segue con riprese spettacolari il volo circolare di un enorme branco di avvoltoi sopra i cadaveri di alcune pecore e il loro avventarsi all’unisono sugli animali morti in un’onda di piume, becchi e ossa.
Passé Disparu (Vanished Past), diretto dalla tedesca Anna-Maria Dutoit, rintraccia, con l’aiuto di vecchie mappe, i torrenti e i ruscelli che una volta attraversavano Montreal e che oggi sono inquinati e sepolti da secoli di progressiva urbanizzazione.
Ambientato in una scuderia non lontana da Bangkok, il thailandese Tripalium, di Chayin Rujiratana, segue la quotidianità di cavalli da corsa e fantini, ricordando i legami storici del sistema delle scommesse – oggi riattualizzato dai mercati predittivi dilaganti nella finanza globale – con lo sfruttamento degli animali in nome del profitto.
In No als poalets (No to Mini-Bin), della spagnola Laura García Andreu, gli apparentemente innocui bidoncini per la raccolta differenziata porta a porta dividono gli abitanti di una tranquilla cittadina della Provincia Valenciana. Striscioni e graffiti contro i “poalets” invadono le strade, la rabbia monta sui social, ma alcuni sono favorevoli alla nuova istituzione, richiesta dalle nuove normative europee sul riciclo. Le imminenti elezioni comunali saranno occasione per una definitiva resa dei conti.
In Your City, opera sperimentale della cinese Ting Su, un flusso di immagini girate in pellicola e con le termocamere corre sul filo delle telefonate con cui due voci queer si parlano ripetutamente tra Shenzhen e New York – città costruite sulla migrazione e in perenne trasformazione – mentre intorno a loro cresce l’allerta per un imminente tifone. Strutturato come il temuto evento, il film si costruisce e si dissipa attorno a due piccole vite intrappolate nel disagio di un presente pieno di tempeste, non solo meteorologiche.
Made in Italy
Molteplici le proiezioni della sezione Made in Italy, che proseguono fino a sera inoltrata. Si comincia nel pomeriggio con tre cortometraggi (dalle ore 16:15, Cinema Massimo – Sala 3), concepiti e realizzati in ambito universitario. Pla – Storia di una relazione di Vincenzo Guarnieri e Umberto Costamagna, nato nell’ambito della piattaforma scientifica SusPlas@Unito, utilizza la metafora del rapporto tossico per descrivere la dipendenza contemporanea dalla plastica e dai modelli estrattivi. La proiezione sarà seguita da un incontro con Guarnieri e con Marco Zanetti, coordinatore di SusPlas@Unito.
Ghiaccio vivo di Federica Nova e Michele Oggioni segue un team di ricercatori glacio-speleologi dell’Università di Milano-Bicocca nella loro missione in un ambiente affascinante ed estremo. Il loro obiettivo è scoprire la straordinaria biodiversità microbica che si annida nel cuore del Ghiacciaio dei Forni, nel Parco nazionale dello Stelvio. La proiezione sarà seguita da un incontro con i registi.
Anche Deserti abitati – Un viaggio tra i granelli di sabbia, di Claudio Valerio e Davide De Benedictis, prodotto dall’Università Politecnica delle Marche, va alla scoperta di un mondo invisibile e nascosto: quello del fondale sabbioso che è apparentemente spoglio e costituisce, invece, un habitat complesso, popolato da forme di vita fondamentali per l’equilibrio marino. La proiezione sarà seguita da un incontro con Carlo Cerrano, zoologo del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, consulente scientifico del film.
Nel secondo pomeriggio, altre due opere (dalle ore 18:00, Cinema Massimo – Sala 3), molto diverse ma accomunate da una riflessione sul ciclo naturale e sulla possibilità della trasformazione. In Aspis, cortometraggio di Antonio Romagnoli, una vipera che si risveglia dal letargo e ricomincia il suo ciclo vitale diventa figura ipnotica per seguire l’avvicendarsi di tutte e quattro le stagioni e catturare le infinite sfumature della natura nel suo perpetuo divenire.
Anche Torneranno i lupi, mediometraggio di Bianca Vallino, si confronta con i cicli infiniti della natura. In un viaggio intimo, sullo sfondo delle colline del Monferrato, tre generazioni di donne si ritrovano ad affrontare un’infelicità da sempre taciuta. Qualcosa, però, sta cambiando: è tempo di rianimare antiche leggende e affrontare il ritorno simbolico dei lupi, che coincide con la necessità di riportare alla luce desideri, traumi e legami sepolti. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista.
In serata viene presentato in anteprima nazionale al Festival I nemici del popolo (ore 22:00, Cinema Massimo – Sala 3) di Andrea Marinelli, una favola nera, come nero è il suo protagonista: il petrolio. Lorenzo Pellegrini, docente di Economia dell’Ambiente e dello Sviluppo all’Università Erasmus di Rotterdam, da 15 anni testimone degli impatti sociali e ambientali dell’estrazione petrolifera, ci guida in un viaggio sulla scia dell’“oro nero”.
Dall’Amazzonia alla Basilicata, il film ci mostra le conseguenze dell’industria estrattiva sulle comunità locali e racconta forme di resistenza capaci di attraversare continenti differenti. La battaglia contro i giganti del petrolio e lo sfruttamento inarrestabile delle risorse diventa anche battaglia per l’immaginazione: un tentativo di opporre alla devastazione ambientale altre forme di rappresentazione del territorio e della vita collettiva. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.
Panorama
Il focus Scienza e (in)coscienza, che esplora il senso di impotenza e frustrazione di una parte sempre più consistente della comunità scientifica internazionale davanti all’aggravarsi della crisi climatica e alla persistente inazione politica, prosegue in giornata con un panel (ore 17:30, Cinema Massimo – Sala 2), a cui interverranno il climatologo Mercalli, i registi Michael Strassburger e Florian Heinzen-Ziob e la linguista e ricercatrice Maria Cristina Caimotto, moderato da Silvana Dalmazzone, docente di Economia dell’Ambiente e dei Cambiamenti climatici.
I partecipanti approfondiranno il rapporto tra scienza, attivismo ed eco-ansia, interrogandosi anche sul ruolo del linguaggio nella comunicazione della crisi climatica. Quali narrazioni, metafore e strategie comunicative utilizziamo per raccontare il cambiamento climatico? E in che modo parole, media e discorsi pubblici influenzano la nostra percezione dell’emergenza, tra rimozione, assuefazione e mobilitazione?
Una riflessione collettiva sul confine sempre più sottile tra osservazione e coinvolgimento, tra ricerca e responsabilità civile, ma anche sulla necessità di trovare nuove forme di racconto capaci di restituire tutta la complessità – scientifica, politica ed emotiva – della crisi ecologica contemporanea.
Eventi speciali ed ecoeventi il 5 giugno a CinemAmbiente
Nella serata del 5 giugno, CinemAmbiente fa il punto sullo stato attuale del clima abbinando una proiezione speciale al tradizionale intervento di Mercalli. Diretto dal finlandese John Webster, Lessons in Fire (ore 19:45, Cinema Massimo – Sala 3) è la cronaca immersiva di una battaglia combattuta sulle aride colline portoghesi contro un avversario imprevedibile e sfuggente. Il fuoco qui ha un nome, un aspetto noto e una volontà propria. Quelli che lo combattono lo chiamano “lui” e di “lui” sanno tutto.
I vigili del fuoco portoghesi, i migliori del mondo, si ritrovano sui luoghi devastati dalle fiamme fianco a fianco con una squadra di pompieri finlandesi, estranei a incendi di tale portata, venuti a imparare come domare una delle forze più distruttive della natura, che ormai, con il cambiamento climatico, imperversa in tutta Europa. Le telecamere viaggiano sui caschi, sui camion e nel cuore stesso delle fiamme, portando lo spettatore sulla linea del fronte e registrando una moderna storia di solidarietà e coraggio nell’era dell’Antropocene.
Mercalli introdurrà la proiezione soffermandosi sui dati climatici del 2026, che rischia di essere l’anno più caldo di sempre. Eppure, oggi più che mai, riscaldamento globale e ambiente sono scomparsi dai radar della politica e dell’economia, sintonizzati sull’industria delle armi e del petrolio, mentre l’esiguità del tempo a disposizione per combattere la crisi climatica richiederebbe la massima concordia internazionale e una direzione di marcia condivisa. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.
Da sempre attento al tema della comunicazione ambientale e della divulgazione scientifica, il Festival festeggia la Giornata mondiale dell’Ambiente con un’iniziativa speciale di cui sono artefici e protagonisti il Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Torino. A partire dalle 14:30 – ora in cui verrà inaugurato ufficialmente CinemAmbiente Campus – gli studenti dei due Atenei presenteranno i loro progetti e proporranno attività aperte alla cittadinanza trasformando l’area di fianco al Cinema Massimo, tra via Verdi e via Montebello, in un laboratorio diffuso di sperimentazione e dialogo interdisciplinare e intergenerazionale.
L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa di valorizzare il contributo delle comunità universitarie sui temi della transizione ecologica, favorendo il confronto e le sinergie tra approcci diversi: scientifici, economici, sociali, tecnici, umanistici. I 22 gruppi di studenti coinvolti, 11 per Ateneo, animeranno all’interno di altrettanti stand allestiti per l’occasione, a ciclo continuo, fino a sera, attività interattive, laboratori, giochi divulgativi, talk, quiz e dimostrazioni pensati per avvicinare pubblici diversi e di tutte le età ai temi della sostenibilità ambientale.
Con loro, il pubblico potrà interrogarsi sui confini instabili tra naturale e artificiale, scoprire l’impatto ambientale dei tessuti naturali e sintetici e della moda, conoscere le specie aliene invasive, esplorare il packaging biobased e la chimica circolare, divertirsi con le parole della sostenibilità, affrontare le (dis)avventure del pianeta Terra attraverso un gioco da tavolo geologico, riflettere sulle ripercussioni ecologiche di oggetti e comportamenti quotidiani a partire da scene di film e serie tv, costruire una piccola stazione meteorologica, sperimentare i meccanismi della circolazione climatica, scoprire colture e agricoltura sostenibili e osservare il microcosmo invisibile della biodiversità alimentare.
Ospite delle ultime edizioni del Festival, de Carbuccia torna quest’anno a CinemAmbiente con la mostra fotografica Blue Thread, allestita al Castelletto di San Mauro Torinese, che si inaugura alle 19:00 del 5 giugno alla presenza dell’artista e che sarà visitabile (tutti i sabati e le domeniche con orario 10:00 – 13:00 e 16:30 – 19:30) fino al 26 luglio.
Le 11 opere esposte sono frutto di uno studio artistico sulla copertura anti-scioglimento che per cinque mesi all’anno viene stesa dal Consorzio Ponte di Legno – Tonale sul ghiacciaio Presena, nella speranza di rallentarne la scomparsa. La mostra si dipana sul filo blu utilizzato per cucire il materiale di copertura, raccontando una nuova realtà dei paesaggi di montagna, dove ormai i ghiacciai vanno protetti con quella che pare un’enorme, mirabile installazione artistica ed è, invece, una testimonianza piena del nostro ingresso nell’Antropocene.
In serata verrà proiettato il nuovo film realizzato dalla regista e artista corsa Children of the Anthropocene (ore 21:00, Cinema Teatro Gobetti di San Mauro Torinese), presentato dal Festival nella sezione Made in Italy. Quinto e ultimo episodio della docuserie Choose Earth, diretta da Anne de Carbuccia, il film segue lungo nuovi itinerari i Protettori della Terra, i giovani attivisti che, in ogni parte del mondo, si impegnano contro la crisi climatica.
Tra tribunali, proteste e pratiche artistiche, le loro azioni raccontano il tentativo di ridefinire il proprio futuro nell’epoca dell’Antropocene e trasformare la vulnerabilità della loro generazione in forza collettiva, opponendo alla crisi ambientale nuove forme di solidarietà e immaginazione politica. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista.
Tra gli ecoeventi da segnalare il 5 giugno a CinemAmbiente anche l’incontro dal titolo Il cinema è sostenibile? (ore 11:00, Cinema Massimo – Sala 3), momento di restituzione del progetto Innovazione e Formazione per una Transizione green nel Settore culturale e cinematografico, finanziato dal Ministero della Cultura con fondi del Pnrr. Realizzato con il supporto del Green Team del Politecnico di Torino, mira ad accompagnare il settore nell’individuazione di azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e affrontare questioni sociali centrali per chi lavora nel comparto.
Alla tavola rotonda, moderata da Patrizia Lombardi, vice-rettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico di Torino, e da Tatiana Mazali, docente di Ingegneria del Cinema e dei Media digitali al Politecnico di Torino, interverranno esponenti delle diverse realtà coinvolte: tra le altre, oltre al Festival CinemAmbiente, Film Commission Torino Piemonte, Torino Film Lab, Operatori del Doppiaggio e dello Spettacolo (Ods), Robin Studio e Alps Studios.












