Clima: con strategie di economia circolare si possono ridurre i gas serra del 39% all’anno

Lo afferma il "Circularity Gap Report" dell'associazione no profit Circle Economy, reso noto oggi nell'ambito del World Economic Forum a Davos. In sintesi per i ricercatori la soluzione è nel riformare l'agricoltura, applicare principi circolari all'edilizia, minimizzare il trasporto motorizzato urbano, raccogliere più rifiuti e realizzare impianti di riciclo

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Adottare strategie di economia circolare può tagliare le emissioni globali di gas serra di 22,8 miliardi di tonnellate all’anno, cioè il 39% rispetto ai livelli record del 2019 di 59,1 Gigatonnellate (Gt), e mantenere il pianeta su una traiettoria di aumento medio della temperatura ben al di sotto dei 2 gradi centigradi entro fine secolo rispetto al periodo preindustriale (1850-1900): lo afferma il “Circularity Gap Report” dell’associazione no profit Circle Economy, che viene reso noto oggi (martedì 26 gennaio, ndr) nell’ambito del World Economic Forum a Davos.

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La strada per evitare “il crollo climatico”, spiega lo studio, è un consumo efficiente delle risorse in tre aree che sommate costituiscono il 70% delle emissioni globali: edilizia, viaggi e trasporto merci, nutrizione. Va poi evitata la creazione di nuovi prodotti con materie prime, abbattendo le quantità di minerali, combustibili fossili, metalli e biomasse.

In sintesi, la soluzione è nel riformare l’agricoltura, applicare principi circolari ai progetti di costruzione di edifici, ridurre al minimo il trasporto motorizzato nelle città, mettere più raccoglitori di rifiuti e realizzare impianti di riciclo.

Il mondo, ricorda il rapporto, “consuma più di 100 Gt di materiali all’anno e solo l’8,6% viene riutilizzato”, mentre le strategie individuate taglierebbero i consumi a 79 Gt e aumenterebbero i materiali riutilizzati al 17%.

Gli attuali impegni per il clima portano a un aumento di 3,2 gradi centigradi entro il 2100 e una crescita del rischio di eventi meteorologici distruttivi e conseguenze ambientali (ma anche sociali ed economiche) devastanti, come rilevato anche dal Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Ipcc).

Secondo il Rapporto 2020 dell’Onu sul divario delle emissioni (Un Emissions Gap Report 2020), per garantire che il riscaldamento globale sia mantenuto al di sotto dei 2 gradi (obiettivo minimo dell’accordo di Parigi), entro il 2030 le emissioni globali devono diminuire di 15 miliardi di tonnellate, oppure di 32 Gt se si vuole rimanere entro 1,5 gradi (obiettivo primario dell’Accordo di Parigi). (ANSA).