Lo schema di decreto per la revisione del Codice della Strada non dà risposte soddisfacenti alle cause di insicurezza stradale: velocità, controlli inefficaci e scarse tutele per gli utenti vulnerabili. È l’allarme lanciato mercoledì 4 novembre alla Camera dei Deputati da RIME – Rete Italiana Mobilità Equa, la realtà che riunisce 42 organizzazioni italiane impegnate per sicurezza stradale, tutela delle vittime, mobilità attiva e trasporto pubblico.
Fiab, che fa parte di RIME ed era presente alla conferenza stampa a Montecitorio con il presidente Luigi Menna, sta mobilitando le proprie associazioni in vista del week end del 14 e 15 novembre, con un evento diffuso in tutta Italia per smuovere le coscienze e chiedere alla politica azioni concrete per città e strade più sicure. Qui la mappa interattiva con tutte le mobilitazioni finora registrate sul portale RIME.
Nel corso della conferenza stampa, aperta ai parlamentari di maggioranza e opposizione e introdotta dai saluti istituzionali dell’On. Andrea Casu (IX Commissione Trasporti, Partito Democratico) e dell’On. Roberto Pella (V Commissione Bilancio, Forza Italia), RIME, che ha partecipato alla consultazione aperta dal MIT, ha presentato la propria analisi dello schema di nuovo Codice approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre.
Il testo è attualmente all’esame delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. Le associazioni chiedono al governo di sospendere l’iter attuale e riaprire un confronto sostanziale con Parlamento, enti locali e società civile per una revisione profonda del testo. Mentre alle Regioni e ai Comuni in Conferenza Unificata, e alle Commissioni parlamentari, si chiede di esprimere nei propri pareri la necessità di correggere tutte le criticità evidenziate.



