Come cambiano i rifiuti in 14 mesi di pandemia: un confronto tra 2019 e 2021

Abbiamo fatto un primo confronto sui dati dei rifiuti raccolti nella città di Torino nei primi 7 mesi degli ultimi tre anni. Nel capoluogo piemontese emerge un calo fisiologico nel 2020 della produzione complessiva per via delle chiusure rispetto al 2019, ma una ripresa in questo 2021 decisamente meno forte della diminuzione. Si registra inoltre un aumento della raccolta differenziata e una costante diminuzione del rifiuto indifferenziato pro capite

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Come sono cambiate la produzione e la raccolta dei rifiuti urbani durante questi due anni circa di pandemia? Per iniziare a rispondere alla domanda, abbiamo effettuato un primo raffronto sui dati dei rifiuti raccolti a Torino nei primi 7 mesi degli ultimi tre anni (tabella in basso).

Confrontando i dati dei mesi da gennaio a luglio del 2020 si osserva un calo della produzione complessiva del 14% rispetto al 2019, pari a 35.507 tonnellate di rifiuti in meno. La spiegazione va cercata nella diminuzione del flusso di pendolari, che, costretti a lavorare o studiare a distanza, hanno fatto precipitare la quantità di rifiuti prodotti in città.

Una differenza, quella rispetto al 2019, che si assottiglia solo parzialmente se si accostano gli stessi dati a quelli dei primi sette mesi del 2021, dove si registra una diminuzione del -11% rispetto al 2019, ma un  aumento del +3% rispetto al 2020, evidente conseguenza della ripresa delle attività in presenza.

Se l’aumento della produzione rifiuti nel secondo anno di pandemia si aggira intorno al +3% rispetto al 2020, è però aumentata la percentuale di raccolta differenziata, che nel 2021 sale ad un +8% rispetto all’anno precedente. Richiama l’attenzione la quantità di plastica che rispetto al 2020 è passata da 9.637 a 10.993 tonnellate: un incremento del +14%, significativo soprattutto se si osserva che negli stessi mesi considerati del biennio 2019-2020 la differenziata di plastica raccolta aveva subito variazioni trascurabili. 

Fanno ben sperare i dati relativi alla raccolta di rifiuto indifferenziato procapite, in continua diminuzione: da 157 kg del 2019 si è scesi a 132 kg nel 2021, un -16% che risulta ancora più interessante considerando che la quantità è inferiore anche al periodo gennaio-luglio 2020 (135 kg) rispetto al quale nell’anno corrente il flusso di persone è certamente aumentato.

Restano però critici i mesi estivi (maggio-luglio) nei quali la produzione totale aumenta: confrontando i dati dei primi tre mesi del 2021 (gennaio-marzo) con i primi tre mesi estivi (maggio-luglio) si può osservare un incremento del 4%, percentuale che si può ritrovare pressoché identica anche per l’organico, che aumenta del 4% rispetto ai mesi invernali considerati.

Dati che non devono stupire se si considera l’afflusso di turismo dovuto alle riaperture. Non a caso nei mesi estivi del 2021 la percentuale di plastica raccolta è aumentata del +12% rispetto ai mesi invernali (gennaio-marzo) e del +15% rispetto agli stessi mesi del 2020 quando avevano appena cominciato ad essere di nuovo possibili spostamenti e viaggi.

L’autunno non sembra foriero di nuove chiusure e limitazioni, e a giudicare dall’andamento dei dati riportati in tabella pare ci si debba aspettare di tornare a dati più vicini a quelli del 2019.