Come gli additivi per carburante possono ridurre le emissioni dei veicoli

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Illustrazione dei gruppi di additivi per carburante presa da autoparti.it

Dal 1992, con l’introduzione della marmitta catalitica per le vetture a benzina, in Europa è iniziato un processo per ridurre le emissioni inquinanti delle automobili che si è poi rafforzato nel 2008 con l’introduzione di un’apposita legislazione a livello europeo.

Per poter riuscire a soddisfare questi nuovi requisiti i costruttori di vetture con motore diesel hanno introdotto diversi accorgimenti, tra cui l’invenzione dell’additivo AdBlue.

Le nuove normative antinquinamento che hanno portato tutte le nuove automobili ad essere sempre più rispettose dell’ambiente, hanno ridotto progressivamente le emissioni di composti inquinanti, sia per i motori a benzina che per quelli a gasolio (diesel).

Le nuove norme Euro 6, Euro 6 B, e l’ultima Euro 6 D temp restringono ulteriormente le emissioni di ossidi di Azoto nei motori diesel, l’iniezione diretta di carburante in camera di scoppio, le alte temperature in camera di combustione e le elevate pressioni in gioco (i motori sono tutti turbocompressi) hanno prodotto più efficienza ma anche più sostanze inquinanti allo scarico.

Gli additivi svolgono un compito di centrale importanza come supporto ai motori odierni ai quali vengono richieste sempre maggiori performance, soprattutto in termini di efficienza energetica. Questo si spiega in quanto gli additivi sono il frutto di una continua ricerca e sviluppo ad alto contenuto tecnologico e costituiscono un valido supporto per diverse tipologie applicative, le principali riguardano la prevenzione e la risoluzione dei problemi di varia natura che si possono verificare durante il periodo di esercizio di un motore o di un qualsiasi componente meccanico.

Quali sono le tipologie di additivi?

Possiamo differenziare gli additivi in base alle quattro principali tipologie di applicazione:

  • Trattamenti per olio: tali additivi permettono di migliorare le proprietà dei lubrificanti per motore garantendo una minore usura delle parti meccaniche ed una protezione maggiore contro usura corrosione dei componenti meccanici all’interno del motore
  • Trattamenti per carburanti (diesel, benzina, gpl): questi additivi mantengono pulito il sistema di alimentazione. Migliorano le prestazioni dei carburanti e del motore, allungandone la vita e rendendo meno necessari gli interventi di manutenzione straordinaria
  • Trattamenti per radiatori: questi ultimi additivi offrono una funzione disincrostante e protettiva del circuito di raffreddamento migliorandone l’efficienza

Gli additivi per carburanti sono sempre più importanti

I progressi in campo motoristico hanno portato allo sviluppo di auto equipaggiate di motori sempre più potenti e che devono coniugare due esigenze contrastanti:

  • performance sempre più elevate
  • minore inquinamento ambientale

Da un lato i costruttori sono riusciti a fornire soluzioni tecniche sempre più avanzate, come nel caso dell’adozione di sofisticatissimi impianti d’iniezione (per loro natura, molto delicati e poco tolleranti allo sporco). Di seguito un breve prospetto sull’evoluzione dei principali indicatori sugli iniettori dal 1995 fino al 2010.

Dall’altro lato hanno dovuto progettare sistemi antinquinamento sempre più sofisticati (FAP, DPF, ecc). Anche questi componenti risultano molto delicati. Un altro aspetto assolutamente da non sottovalutare riguarda invece il carburante (gasolio in particolare). Negli ultimi anni le compagnie petrolifere hanno dovuto modificare la composizione del gasolio in modo tale da renderlo meno dannoso per l’ambiente ma al contempo anche meno amico degli impianti di alimentazione e delle nuove tecnologie motoristiche. L’introduzione di soluzioni come l’utilizzo di una sempre maggiore percentuale di biodiesel, ad esempio, è causa di numerosi problemi ai motori in quanto essendo il biodiesel una sostanza organica, favorisce il crearsi di batteri che portano come conseguenza ad un rapido sporcamento degli iniettori ed un’insorgenza di malfunzionamenti, quali:

  • perdita di potenza del motore
  • consumo elevato di carburante
  • maggiori emissioni inquinanti
  • rumorosità
  • scarso comfort di guida
  • degrado prematuro dell’olio motore e l’accorciamento degli intervalli di cambio olio