Comunità Energetiche Portuali, un’opportunità da rendere concreta

Mercoledì 29 luglio si è svolto presso la sede del Gse a Roma il convegno “Le Comunità Energetiche Portuali: dalla visione all'attuazione”, promosso dall'Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (ONTM) in collaborazione con il GSE. L'iniziativa ha riunito Istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, imprese, associazioni, amministrazioni e mondo della ricerca. Emerga la necessità di accelerare la realizzazione di progetti concreti e di costruire un quadro stabile di collaborazione tra addetti ai lavori

Mercoledì 29 luglio si è svolto presso la sede del Gestore dei Servizi Energetici a Roma il convegno “Le Comunità Energetiche Portuali: dalla visione all’attuazione”, promosso dall’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare (ONTM) in collaborazione con il GSE. L’iniziativa ha riunito Istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, imprese, associazioni e mondo della ricerca per delineare una visione condivisa sullo sviluppo delle Comunità Energetiche Portuali quale leva strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza energetica e la competitività del sistema portuale italiano.

L’incontro ha rappresentato “uno dei più autorevoli momenti di approfondimento nazionale su un tema destinato a incidere profondamente sul futuro dei porti italiani – recita una nota – In un contesto caratterizzato dalla crescente attenzione verso la transizione e sicurezza energetica, la competitività delle filiere produttive e il raggiungimento degli obiettivi europei di neutralità climatica, i porti sono infatti chiamati ad assumere un ruolo sempre più centrale quali piattaforme integrate di produzione, gestione, accumulo e condivisione dell’energia”.

Nel corso dei lavori è emerso come le Comunità Energetiche Portuali rappresentino “una naturale evoluzione del modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili applicato alla complessità degli ecosistemi portuali. A differenza delle configurazioni tradizionali, i porti concentrano in un’unica area infrastrutture logistiche, terminal marittimi, operatori industriali, reti ferroviarie, depositi energetici, cantieri, attività manifatturiere, impianti da fonti rinnovabili e sistemi di elettrificazione delle banchine”.

In tale contesto, “la condivisione dell’energia assume una valenza strategica che supera il semplice beneficio economico, configurandosi come uno strumento di governance capace di rafforzare l’autonomia energetica delle infrastrutture, migliorare la resilienza operativa dei nodi logistici e favorire nuovi modelli di sviluppo sostenibile, diventando uno strumento di governance dell’energia, capace di favorire l’autoconsumo condiviso, la riduzione delle emissioni, l’efficienza dei consumi e nuovi modelli di cooperazione tra soggetti pubblici e privati”.

Gli interventi hanno confermato la necessità di accelerare la realizzazione di progetti concreti e di costruire un quadro stabile di collaborazione tra amministrazioni, Autorità di Sistema Portuale, operatori logistici, imprese energetiche e ricerca.  

  

Particolare attenzione è stata dedicata alle opportunità offerte dall’evoluzione del quadro normativo nazionale e dagli strumenti di incentivazione oggi disponibili. Nel corso del confronto è stato evidenziato come il sistema delle Comunità Energetiche stia attraversando una fase di significativa crescita, sostenuta dall’attività del GSE e dall’interesse manifestato da enti pubblici, imprese e territori. Lo stesso Gestore dei Servizi Energetici ha recentemente confermato il forte interesse registrato a livello nazionale, con circa 48.000 domande di accesso alle misure di sostegno presentate nell’ambito degli strumenti dedicati alle CER, a testimonianza della crescente maturità del modello e della sua capacità di attrarre investimenti e progettualità diffuse sul territorio.

Il dibattito ha fatto emergere come il sistema portuale possa rappresentare uno dei principali ambiti di applicazione delle Comunità Energetiche nei prossimi anni. La presenza di ampie superfici disponibili per la produzione da fonti rinnovabili, l’elevata concentrazione di consumi energetici, la crescente diffusione del cold ironing, l’introduzione di sistemi di accumulo e l’integrazione con le future filiere dell’idrogeno e dei carburanti alternativi rendono infatti i porti laboratori ideali per sperimentare nuovi modelli di gestione condivisa dell’energia.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti l’Amministratore Delegato del GSE Vinicio Mosè Vigilante, il Presidente dell’ONTM Roberto Minerdo, l’Amministratore Unico di RAM Davide Bordoni, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, il Direttore Generale di Assiterminal Alessandro Ferrari, il Direttore Generale di ServPort Sergio Prete, il Direttore Generale della Fondazione NEST Gabriella Scapicchioil Direttore Generale di Assocostieri Dario Soria e, in collegamento, l’On. Luca SqueriSegretario della X Commissione attività Produttive della Camera dei Deputati. Pur da prospettive differenti, tutti gli interventi hanno evidenziato la necessità di accelerare la realizzazione di progetti concreti, favorire la cooperazione tra soggetti pubblici e privati e costruire un quadro di riferimento stabile che consenta ai porti italiani di diventare protagonisti della transizione energetica nazionale.

È stata inoltre richiamata l’importanza del ruolo svolto dal GSE nell’accompagnare l’attuazione delle Comunità Energetiche attraverso strumenti informativi, attività di supporto, gestione degli incentivi e monitoraggio delle iniziative, in un contesto che vede il progressivo consolidamento delle misure previste dal quadro normativo nazionale e dagli strumenti finanziati nell’ambito del PNRR.

Tra i principali risultati emersi dal convegno figura la volontà condivisa di avviare una fase stabile di confronto e coordinamento tra tutti gli attori interessati allo sviluppo delle Comunità Energetiche nei porti. In questa prospettiva, ONTM e GSE hanno annunciato l’avvio del percorso che porterà alla costituzione, nel prossimo mese di settembre, di un Tavolo Permanente sulle Comunità Energetiche Portuali, destinato a coinvolgere istituzioni, Autorità di Sistema Portuale, operatori logistici, imprese energetiche, associazioni di categoria, università e centri di ricerca.

Il Tavolo avrà il compito di promuovere il confronto tecnico e istituzionale, individuare criticità e opportunità, favorire la diffusione delle migliori pratiche nazionali e internazionali e contribuire alla definizione di proposte operative e indirizzi condivisi per accompagnare la realizzazione delle prime esperienze strutturate di Comunità Energetiche Portuali nel nostro Paese.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso che ONTM sta portando avanti sui temi della transizione ecologica del cluster marittimo nazionale, confermando la centralità del mare e dei porti nelle strategie energetiche, ambientali e industriali dell’Italia e rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per costruire modelli di sviluppo sempre più sostenibili, competitivi e innovativi.

Chiamato a commentare questo percorso, Vinicio Mosè Vigilante – Amministratore Delegato GSE ha così espresso la sua autorevole posizione: «La transizione energetica richiede modelli capaci di coniugare sostenibilità, innovazione e collaborazione. Le Comunità Energetiche rappresentano uno strumento concreto per valorizzare la produzione e la condivisione dell’energia rinnovabile. I porti, per le loro caratteristiche infrastrutturali e industriali, possono diventare laboratori d’eccellenza di questa evoluzione. Il GSE continuerà ad accompagnare questo percorso mettendo a disposizione competenze, strumenti e misure di sostegno affinché tali progettualità possano tradursi in risultati concreti per il sistema Paese.»

Roberto Minerdo, Presidente ONTM, aggiunge:

«I porti italiani sono chiamati a svolgere un ruolo decisivo nella nuova geografia energetica del Mediterraneo. Le Comunità Energetiche Portuali rappresentano una straordinaria opportunità per integrare sostenibilità ambientale, competitività economica e innovazione industriale. Con il Tavolo Permanente che avvieremo a settembre vogliamo costruire un luogo stabile di confronto tra istituzioni, imprese e ricerca per trasformare una visione condivisa in progetti concreti, contribuendo alla crescita della Blue Economy e al rafforzamento della leadership del sistema portuale italiano. L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso che ONTM sta portando avanti sui temi della transizione ecologica del cluster marittimo nazionale, confermando la centralità del mare e dei porti nelle strategie energetiche, ambientali e industriali dell’Italia e rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca per costruire modelli di sviluppo sempre più sostenibili, competitivi e innovativi, in linea con il  Protocollo di Intesa in essere, tra il nostro Osservatorio e il GSE »

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