Conoe: in Toscana raccolte 7mila tonnellate di olio alimentare esausto

In occasione della tappa toscana di Goletta Verde, il Consorzio rilancia l'importanza della raccolta degli oli alimentari usati per la tutela del mare e dell'economia circolare. Presentati anche i risultati del monitoraggio di Legambiente sulla qualità delle acque costiere della regione

Cresce la raccolta di oli esausti in Italia, oltre il 98% va a rigenerazione Conoe Toscana 7mila tonnellate olio alimentare esausto

La corretta gestione degli oli alimentari esausti rappresenta uno degli strumenti per prevenire l’inquinamento delle acque e favorire l’economia circolare. È il messaggio rilanciato da Conoe in occasione della tappa toscana di Goletta Verde, la campagna di Legambiente che da quarant’anni monitora lo stato di salute dei mari e delle coste italiane.

La partecipazione del Consorzio all’edizione 2026 punta a richiamare l’attenzione sul corretto conferimento di un rifiuto che, se disperso nell’ambiente, può avere un forte impatto sugli ecosistemi acquatici, ma che, se raccolto separatamente, può essere recuperato e trasformato in una nuova risorsa.

I numeri della Toscana

Nell’ultimo anno il sistema consortile ha raccolto in Toscana circa 7mila tonnellate di olio alimentare esausto, mentre gli impianti di rigenerazione presenti nella regione hanno trattato oltre 13mila tonnellate di oli usati. A livello nazionale, oltre il 98% dell’olio raccolto viene rigenerato e destinato principalmente alla produzione di biocarburanti.

Il presidente di Conoe, Tommaso Campanile, sottolinea che in quasi trent’anni di attività il Consorzio ha raccolto quasi 1,5 milioni di tonnellate di olio alimentare usato. “Se questo quantitativo fosse stato disperso nell’ambiente, avrebbe contaminato una superficie d’acqua pari a circa la metà del Mar Mediterraneo”, ha dichiarato.

Il monitoraggio di Goletta Verde

Nel corso della tappa toscana sono stati illustrati anche i risultati del monitoraggio effettuato da Goletta Verde tra il 6 e l’8 luglio lungo il litorale regionale.

Su 20 punti campionati, 10 sono risultati oltre i limiti di legge, quasi tutti in corrispondenza delle foci dei fiumi, dove sono state rilevate elevate concentrazioni di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Il monitoraggio, ricorda Legambiente, ha l’obiettivo di individuare le criticità riconducibili soprattutto a sistemi di depurazione insufficienti o inefficaci.

L’associazione evidenzia inoltre una carenza di informazioni rivolte ai bagnanti: i tecnici hanno riscontrato l’assenza dei cartelli di divieto di balneazione nel 60% delle foci monitorate e dei cartelli sulla qualità delle acque nell’85% dei punti di prelievo.

Economia circolare e prevenzione

Per Conoe, la tutela del mare non passa soltanto dal monitoraggio ambientale e dagli impianti di depurazione, ma anche da una corretta gestione dei rifiuti. Ogni litro di olio alimentare esausto raccolto correttamente, sottolinea il Consorzio, evita la dispersione di una sostanza altamente inquinante e consente di reimmettere la materia nel ciclo produttivo, contribuendo alla riduzione delle emissioni e alla salvaguardia degli ecosistemi acquatici.

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