Consiglio Regione Lombardia, bocciata la richiesta di stato di emergenza per lo smog. Opposizioni: “Negano il problema”

La situazione smog in Lombardia non è tale da richiedere al governo lo stato di emergenza. Lo ha stabilito la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione nel Consiglio regionale convocato il 27 febbraio in seduta straordinaria (video in basso), bocciando l'ordine del giorno presentato da Pd e Movimento Cinque stelle, che avrebbe impegnato la giunta Fontana a riconoscere "lo stato di emergenza nazionale per la Lombardia e le regioni padane, considerato che la transizione ecologica è ineludibile e ha bisogno di scelte strategiche regionali pressanti e di strutture e strumenti adeguati piuttosto che di continue deroghe temporali”


La situazione smog in Lombardia non è tale da richiedere al governo lo stato di emergenza. Lo ha stabilito la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione nel Consiglio regionale convocato il 27 febbraio in seduta straordinaria (video in basso), bocciando l’ordine del giorno presentato da Pd e Movimento Cinque stelle, che avrebbe impegnato la giunta Fontana a riconoscere “lo stato di emergenza nazionale per la Lombardia e le regioni padane, considerato che la transizione ecologica è ineludibile e ha bisogno di scelte strategiche regionali pressanti e di strutture e strumenti adeguati piuttosto che di continue deroghe temporali”.

“Una proposta che non ha senso – ha detto il presidente Fontana – . I dati dimostrano che il trend è in netto miglioramento in tutti i territori della nostra regione”. “La cosa senza senso è il totale immobilismo di Fontana – ha replicato il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino – che ignora completamente il tema della difesa della salute dei lombardi. Del resto, la destra in Lombardia è la responsabile politica del disastro costituito dal trasporto pubblico regionale. Fontana dice che le nostre proposte sono senza senso, ma le sue sono quelle di chi confida solo nella danza della pioggia”.

In apertura di seduta ha preso la parola l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, che ha parlato ancora una volta della particolare condizione del bacino padano chiuso dalle Alpi, aggiungendo: “Nel periodo invernale sono frequenti condizioni di inversione termica che trasformano la Pianura Padana in una sorta di recipiente chiuso, in cui gli inquinanti vengono schiacciati al suolo. Questo spiega perché le concentrazioni della maggior parte degli inquinanti mostrano uno spiccato ciclo stagionale, con valori invernali di molto superiori a quelli estivi. Ovviamente vogliamo continuare a investire sulla riduzione della circolazione dei veicoli più inquinanti, su misure di efficientamento energetico, sul corretto utilizzo domestico della biomassa legnosa e sul miglioramento della gestione dei reflui zootecnici”.

Dopo l’intervento di Maione, i consiglieri regionali dei Cinque stelle hanno replicato indossando delle maschere antigas. “I partiti che governano Regione Lombardia si rifiutano di riconoscere l’evidenza di una situazione di crisi climatica – ha detto il capogruppo Nicola Di Marco – . Le parole di Maione sono imbarazzanti, ci chiediamo se per fermare l’emergenza l’assessore pensi seriamente di poter abbattere le Alpi, oppure se per tutelare la nostra salute ritenga sia sufficiente la tessera a punti alla quale sta pensando l’assessore Bertolaso?”. Secondo Di Marco occorre lavorare su “smart working, e trasporto pubblico locale gratuito” ed è inoltre “necessario un grande piano per il futuro e investire in infrastrutture di trasporto sostenibile come metropolitana e ferrovie, dismettendo progressivamente gli inceneritori più inquinanti”.

Seduta del 27 febbraio 2024

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